Volano come colibrì ma sono macchie di colore sbiadite.
Li riconosciamo dal loro sbattere d'ali.
Scappate, scappate dice la Fata Turchina, ma un amico caduto non si abbandona. Loro lo conoscono il codice d'onore. Si impara quando le conchiglie non vengono più collezionate, ma diventano i pezzi di un pallottoliere che non conta le caramelle dentro la scatola ma i morti dentro una fossa.
Bevono sangue e respirano morte.
Nascondetevi qui, dice Cappuccetto Rosso. Ma la ragione viene soffocata dal rumore della distruzione. Non piangono se una spina d'agave li punge, li rende più forti.
E continuano a combattere, perché loro ce l'hanno riconosciuto il diritto di essere uccisi.
Suona il tamburo che dà inizio allo scontro.
Schieratevi, oggi siete in 300 mila a combattere. Qualcuno di voi cadrà, ma siete soldati.
Ma sono bambini, dice il Grillo Parlante. Tengono sotto braccio il fucile e qualcuno applaude.
Se colpisci dieci lattine vinci un peluche. Se ne colpisci venti vinci un videogioco. Se ne colpisci cento vinci la guerra. Tu trionfa col tuo peluche sottobraccio e tu bambino dimentica il sangue del tuo coetaneo tra le mani.
Questa è la guerra.
I punti non si possono accumulare, se sospendi la partita è perché sei morto.
È ora di finirla, dice il buon senso.
venerdì 12 gennaio 2007
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