AmorematicLove is a force of Nature...
di Roberta Camporesi
stampa l'articolo - invia ad un amico Siamo ormai lontani dal "codice Hays" e nonostante ciò un'opera come Brokeback Mountain viene ancora definita un film scandalo. È questa la contraddizione che deve essere sciolta. Dare il proprio consenso non é una conquista culturale, lo sbaglio è proprio nella presunzione di rendere attuale una storia ambientata negli anni '60. La provocazione di Ang Lee non è nell'aver ribaltato lo stereotipo di una società maschilista ed essersi allontanato dai soliti cliché rappresentati dai cowboy (forse dovremmo rivederci Lonesome Cowboys di Warhol) ma nell'aver proposto una storia di un amore apparentemente epico che scardina in realtà tutte le prerogative di una esistenza votata a saldi principi morali (come può essere la famiglia ad esempio). Perché considerare Il segreto di Brokeback Mountain una storia d'amore universale, romantica, straziante e intensa? E'lo stesso Ang Lee che definisce la sua Brokeback Mountain "un luogo esistenziale che riguarda più l'idea dell'amore che l'amore in se stesso". Jack ed Ennis tradiscono le loro famiglie, fanno figli come se fosse un modo per affermare il loro ruolo in una società bigotta. Alma e Laureen sono due strumenti, la loro sofferenza è proporzionale alla sofferenza dei due protagonisti nell'essersi scoperti omosessuali. Ma a chi possono importare le bugie raccontate e a chi può importare se Ennis non ha mai portato un pesciolino alle sue bambine tutte le volte che tornava dalla pesca. Eppure quella cassetta per la pesca non è mai stata aperta. È questo ciò che delude. Ennis è sempre stato lo spettatore della propria vita: "Non si perde nulla se non si ha nulla". È stato lui il vero antagonista di se stesso e di quello che lui considerava il suo amore. Nemmeno i lunghi silenzi riescono a parlare. Non c'è mai stata comunicazione se non cercata attraverso l'esperienza erotica. E così quell'amore che sembra tanto puro e reale, quell'amore che si incarna in una natura incantata e limpida, è più umano di quel che sembra. giovedì 9 marzo 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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