Il mio nome di battesimo è Maria Rosa, un nome che non mi si addice, non amo i dolci e non li so fare. Dal liceo hanno cominciato a chiamarmi Rosa e non mi è dispiaciuto. Due sillabe, una erre iniziale forte e una esse un po' più dolce. Un suono in cui mi ritrovo.
Adoro la lentezza e i tempi morti, le voci e il mare, la musica e le parole, detesto il buonismo e il politically correct, il cellulare e la televisione, gli opinionisti e i venditori di notizie.
La forza di gravità mi impedisce di avvicinarmi al cielo, c'è un unico modo che mi consente di perdere peso e di allentare quel filo che mi trattiene a terra, la lettura. Leggere è un'attività solitaria, ci sei tu e il libro che sta lì a farsi maneggiare e maltrattare dalle tue mani curiose, lui non fa domande, si offre a chiunque senza timore.
Lui nasconde vite vissute da altri, luoghi della mente e dello stomaco di personaggi che vivono grazie ai tuoi occhi e alle tue mani, lui ti porta con se e ti fa conoscere altre sfaccettature dell'umano.
Leggere è confrontarsi e mettersi in gioco, è cercare di andare oltre i limiti delle nostre esperienze o conoscenze.
Leggere è darsi tempo, non affannarsi a cercare facili risultati, non è velocità ma lentezza, è assaporare morso dopo morso, un piacere che ci riporta al passato facendoci dimenticare l'ansia del presente...
è il tempo del sogno, delle ore che si dilatano all'infinito.
Aneddoto di vita vissuta: La fine accidentale di un amore fiacco.
È successo ormai quasi un anno fa. È stato straziante e tuttavia inevitabile; ebbene Tommy, mio amico e convivente, ebbe la strana idea di mettersi a pulire casa. Inavvertitamente, così almeno si racconta, armato di un vecchio straccio, tirò via la polvere dallo schermo dell'amata. Sarà stata la forza sovrumana del volenteroso o la sua inconscia voglia omicida, sta di fatto che l'amata cadde e non diede più segni di vita. Non più film di serie B interrotti da quintali di pubblicità, non più telegiornali pornografici, non più facce amorfe e parole ripetute, non più tv-verità, una tragedia.
L'amata divenne un oggetto inanimato e continuò ad accumulare polvere durante le sue peregrinazioni da una stanza all'altra.
Fu dopo alcuni giorni dalla scomparsa che ci rendemmo conto che l'amata non era poi così insostituibile, che il nostro non era stato un amore vero, che in fondo il nostro rapporto era solo abitudine e noia e monotonia. Fu doloroso ammetterlo ma non ne sentivamo la mancanza; la sua compagnia fu presto sostituita da una miriade di altri amanti, meno totalizzanti di lei e più disponibili al dialogo e alla discussione.
Romanzi, riviste, quotidiani, fumetti, saggi, film, musica e lunghe dissertazioni sul mondo.
Non tutti hanno la fortuna di avere un amico come Tommy, ma nel caso vi capitasse, provate a fargli pulire casa, per una volta almeno.