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Daniela Santanchè

di Tommaso Uguccioni

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Daniela Santanchè

Sono davvero contento di poter parlare di questo personaggio perché è sempre un piacere trattare di politica con figure così misurate e pacate, capaci di analizzare ogni situazione con lo sguardo lucido e distaccato di chi non si lascia tappare gli occhi dalla propria ideologia. Inoltre la Santanchè, come candidata premier, aveva preparato un intelligente programma di politica fiscale, stilando una proposta di legge secondo cui d'ora in avanti tutte le tasse sarebbero state pagate da un solo cittadino: l'integerrimo direttore di SnifFilm Luca Alessandroni. Comunque, Daniela Garnero nasce a Cuneo, il 7 aprile del 1961. Di spirito indomito e caparbio, terminato il liceo si trasferisce a Torino e si iscrive alla facoltà di scienze politiche. Ad appena 21 anni si sposa con il chirurgo estetico Paolo Santanchè, e, da tipica donna indipendente, entra nella società del marito con compiti amministrativi.

Dopo la laurea in scienze politiche Daniela fonda una società specializzata nel campo del marketing. Ma la svolta arriva nel 1995. Divorzia dal marito per mettersi con un esponente del ceto proletario, l'imprenditore farmaceutico potentino Canio Mazzaro (che per il proprio nome a scuola era deriso anche dal bidello). Nonostante il divorzio decide comunque di usare, anche se solo in politica, il cognome dell'ex marito. Divenuta collaboratrice di quel bell'uomo che è Ignazio La Russa, entra in Alleanza Nazionale, e diviene consulente per la giunta comunale del sindaco Albertini (quello che sfilava in mutande). Nel 2001 si candida tra le file di AN e perde, ma le dimissioni di una collega di partito le spalancano le porte della Camera dei Deputati. Qui Daniela Santanchè si mette in luce per la perfezione della messa in piega, per aver mostrato il dito medio a un corteo di studenti che protestava contro la riforma Moratti e per le apparizioni continue in Tv. Nel 2005 è relatrice della legge finanziaria, con la seguente motivazione ufficiale: "Tanto più casino di Tremonti non può fare". L'anno seguente, ospite in un programma di Sky Tg24, mentre discuteva con il consueto garbo sulla questione del velo, viene verbalmente aggredita dall'imam di Segrate. In seguito a tale episodio il prefetto di Milano ha assegnato una scorta all'imam.

Rieletta nel 2006, in seguito a contrasti insanabili con il leader di AN Gianfranco Fini, reo di indossare cravatte non perfettamente intonate alle scarpe, Daniela Santanchè abbandona il partito. Lascia la politica? Certo che no, ed entra come portavoce ufficiale nel nuovo partito fondato dal monolitico Francesco Storace, denominato con fantasia e creatività La Destra. Nel febbraio 2008 Storace la indica come candidata premier, prima donna nella storia assieme a Flavia D'Angeli della Sinistra Critica. Tra i punti del suo rivoluzionario programma spiccano la detraibilità dalle tasse delle sedute dall'estetista, la lotta al rialzo dei prezzi dei cosmetici, l'obbligo di minigonna per deputate e senatrici (ad eccezione di Rita Levi Montalcini) e la nomina a senatore a vita di Pippo Franco e Leo Gullotta.

sabato 26 aprile 2008


Daniela Santanchè ha appena pubblicato un libro in cui racconta la propria avventura politica, dal titolo "Tacchi a spillo in Parlamento".
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