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Roberto Donadoni

di Tommaso Uguccioni

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Roberto Donadoni

Sono davvero contento di parlare di questo personaggio perché ritengo Roberto Donadoni un uomo veramente degno di far parte di questa rubrica. Anzi, mi sbilancio e arrivo a definire l'attuale commissario tecnico della Nazionale un eroe moderno, ancora incompreso. Ma lui lo è anche di più, dovendo succedere ad un c.t. che ha vinto un mondiale. Comunque Donadoni nasce a Cisano Bergamasco nel settembre del 1963, dove è ancora conosciuto come "quel pirla che parla sempre di calcio". Da calciatore cresce nelle giovanili dell'Atalanta, con cui esordisce in serie A nell'84. Due anni più tardi passa al Milan, di cui diventa una bandiera fino al '99 (con una parentesi negli States). Vince tutto con il Milan di Sacchi, mentre in Nazionale è 3° ai mondiali del '90 e 2° in quelli del '94. Chiude la carriera nel 2000 vincendo il campionato arabo con l'Al Ittihad.

A questo punto Donadoni si ritrova con un sacco di tempo libero, e decide di fare l'allenatore. Da subito ottiene successi: nel 2001 è esonerato dal Lecco, poi fa un buon campionato col Livorno in B, poi va al Genoa e dura 3 giornate. Nel 2005 torna a Livorno, in A. La squadra a metà campionato va benissimo, ma litiga con il presidente Spinelli e viene esonerato. Secondo Paolo Limiti, il motivo del dissidio risiede nel rifiuto di Donadoni di convolare a nozze con la figlia di Spinelli, adducendo la risibile scusa di essere già sposato. Pochi giorni dopo la finale di Berlino viene però contattato dal supercommissario straordinario della Federcalcio Guido Rossi, alla ricerca di un nuovo c.t. per la Nazionale. Nonostante abbia suscitato qualche perplessità dichiarando "Costruirò la nuova squadra intorno a Cannarsa della Reggina", Donadoni si siede sulla panchina azzurra. Ma iniziano i guai. Bisogna affrontare la Croazia in amichevole, e i campioni del mondo sono ancora in vacanza. Schiera così i personaggi più disparati, tra cui cito: Liverani, Luca Alessandroni, un tale che una sera è andato a cena nel ristorante di Cannavaro, Lalla del "Grande Fratello 2" e Mal dei Primitives. La Croazia vince 2-0. A questa debacle seguono il pari interno con la Lituania e una bella batosta in Francia.

Nonostante poi la squadra abbia ripreso a vincere, anche contro le temibilissime Isole Far Oer, i problemi non sono finiti. C'è Totti che ha rinunciato alla Nazionale perché ha l'oroscopo sfavorevole, Nesta che ha preso la stessa decisione perché l'azzurro della maglia non si intona con la sua carnagione, ci sono i giornalisti che ogni 2 giorni annunciano il ritorno di Lippi. Ma Donadoni, intrepido, resiste, sfruttando la sua più grande qualità: il dialogo. Lui infatti è un allenatore che dialoga molto con i giocatori. Ama talmente dialogare che l'altra sera, non avendo un interlocutore, è piombato a casa mia e mi ha parlato per 8 ore di pressing alto, fuorigioco e 4-3-3. Non se ne è ancora andato. Non è che per caso a qualcuno serve un c.t.?

venerdì 7 settembre 2007


Donadoni farà parte delle vecchie glorie del Milan che sfideranno quelle della Juve in un match benefico prima di Natale.
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