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Sylvester Stallone

di Tommaso Uguccioni

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Sylvester Stallone

Sono davvero contento di poter parlare di questo personaggio perché Sylvester Stallone è uno degli attori più poliedrici di Hollywood, capace di interpretare i ruoli più svariati. Inoltre il nostro trasandato direttore Luca Alessandroni è un fan sfegatato di Stallone, tanto che non è raro, nelle notti di luna piena, passando dalle parti di casa sua, vederlo correre su e giù per le scale del condominio mentre urla a squarciagola "Adriana" e si accanisce contro una sagoma raffigurante Beppe Bigazzi (a ognuno i suoi nemici). Comunque, Sylvester Gardenzio Stallone nasce a New York il 6 luglio del '46. Il padre è figlio di un immigrato italiano di origini pugliesi, mentre la madre è ucraina. Il suo è un parto difficile, tanto che al piccolo Stallone viene reciso un nervo facciale. Ciò gli causa una lieve paralisi al lato sinistro del volto, ma resta comunque più espressivo di Chuck Norris. Cresciuto nell'esclusivo quartiere di Hell's Kitchen, dopo una carriera scolastica su cui è meglio sorvolare riesce ad ottenere una borsa di studio per meriti sportivi presso la University of Miami, facoltà di arte drammatica. Ma i risultati deludenti lo spingono a mollare lo studio e a tornare a New York, dove comincia a scrivere vari copioni per farsi conoscere.

Nel '70 Sylvester Stallone ottiene la sua prima apparizione cinematografica in un'opera di alti contenuti: il film per adulti "The party at Kitty and Stud's", che anni dopo verrà rieditato con il titolo "The Italian Stallion" senza le scene hard. Stallone inizia a fare piccoli ruoli da comparsa. Nel '72 è un gorilla ne "Il dittatore dello stato libero di Bananas", di Woody Allen, nel '75 un lampione in "Prigioniero della Seconda Strada". Ma la svolta arriva nel 1976, quando Stallone scrive la sceneggiatura di "Rocky". Riesce non solo a farlo produrre, ma anche ad ottenere il ruolo di protagonista, nonostante i produttori volessero il più famoso ed aitante Danny DeVito. Rocky è un successone, e Stallone diviene una star, che si distingue per la fantasia nella scelta dei ruoli. Interpreta e dirige Rocky 2, 3, 4 e 5, e per rinnovarsi inventa il profondo e meditativo personaggio del reduce John Rambo, sulle cui gesta costruisce tre film. Negli anni '90 è uno degli attori simbolo del genere intellettuale; recita in lungometraggi dal titolo eloquente, come "Demolition Man", poi in "Cliffhanger" nuota in maniche corte sotto la superficie di un lago ghiacciato, in "Dredd - La legge sono io" si interroga sulla natura convenzionale del concetto di giusto e sbagliato.

In competizione con Schwarzenegger, Stallone prova anche a darsi alla commedia ("Oscar - Un fidanzato per due figlie", "Fermati, o mamma spara"), ma poiché ha il talento comico di Bruno Vespa il tentativo fallisce. Ma nel 2006 capisce che per tornare a galla serve un'idea originale e innovativa. Lui tale idea non la trova, e gira il sesto capitolo di Rocky (Rocky Balboa). Ha un buon successo, e, dopo essersi di nuovo spremuto le meningi per scrollarsi di dosso l'immagine da duro, sta invadendo i nostri cinema con il quarto episodio di Rambo, John Rambo, in cui il reduce lotta contro il perfido direttore di una casa di riposo per anziani.

domenica 24 febbraio 2008


Sylvester Stallone sarà ospite d'onore della serata finale del Festival di Sanremo.
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