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Albert Hofmann: scienza, natura e LSD

di Elena Serrano

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Albert Hofmann: scienza, natura e LSD

Esperienze psichedeliche. Irrequietezza e capogiro. Immaginazione stimolata. Viaggi dell'anima. Viaggi fuori dal corpo. Accesso all'inconscio. Le porte della percezione. Il mondo rovesciato. La liberazione dai vincoli sociali. Una scoperta per caso. Gli odori dei colori. Rock, artisti e letterati. La liberazione dell'uomo. Woodstock. Una sostanza nuova. Una sostanza-sacramento. L'immaginazione. I colori dei sapori. Scienza e magia. L'irrompere del mondo interiore. Una pedalata in bicicletta. La rivoluzione culturale. Andare altrove. Sperimentazione. Mondo occidentale e mondo orientale. Sapienza antica e ricerca. Sorriso enigmatico. Processo creativo. Sostanza sacra. Esperienza.
Tutto questo e molto più è Albert Hofmann, scienziato che con il suo "bambino difficile", l'LSD, la sua più grande scoperta, segnò un'intera generazione. Una fredda nazionalità svizzera e la scienza come professione: mai un binomio fu più ingannevole. Da un asettico laboratorio chimico partì la spinta ad andare oltre, per arrivare, con l'LSD, lontano dal risaputo e dal codificato.

Ma Albert Hofmann non è solo questo. E' un uomo di scienza legato al sogno, alla continua ricerca di un rapporto diretto con la natura. E' l'importanza dei sentimenti e delle emozioni, il voler vivere seguendo i ritmi naturali e non quelli della produttività industriale. Hofmann era membro del Comitato per il Nobel, dell'Accademia Mondiale delle Scienze, della Società Internazionale sulla Ricerca delle Piante e della Società Americana di Farmaceutica. Ha scritto oltre cento articoli scientifici e ha collaborato a diversi libri. Nell'ottobre 2007 è stato inserito nella classifica dei cento geni viventi (alla prima posizione, a pari merito con Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web). E' uno scienziato dalle solide basi in campo chimico e farmaceutico. Ma è anche un amante della cultura umanistica. E' un grande vecchio, saggio, un incontro tra la scienza e la magia, tra la fredda ragione e l'irrompere del mondo interiore. Il cristianesimo, i grandi filosofi, i poeti e gli scrittori hanno contribuito alla sua formazione.

Ma cosa porta un uomo di scienza come Hofmann a una visione così innovativa della vita? Come si uniscono le formule chimiche all'arte del sogno? La risposta è semplice e si trova nella chiave dell'esistenza: l'infanzia. Il suo rapporto da bambino con la natura è paragonabile alla visione mistica: "Passeggiavo in quei boschi che si stavano rivestendo di un nuovo e scintillante manto verde; d'improvviso, tutto apparve in una luce insolitamente splendente. Essa toccava il cuore, gli parlava, come se avesse voluto abbracciarmi nella sua maestà. Mi sentii pervaso da una indescrivibile ed esultante sensazione di appartenenza e di pace interiore". Morto, lucidissimo, all'età di 102 anni, Hoffman lascia in eredità la sua ultima rivoluzione: "La crisi di valore che pervade tutti i settori della società industriale occidentale può essere ostacolata solo da un cambiamento nella nostra immagine del mondo. Dovremmo compiere la transizione dall'idea dualistica dominante, che separa l'uomo dal suo ambiente, verso la nuova consapevolezza di una realtà onnicomprensiva che includa anche il soggetto conoscente, affinché l'uomo si senta unito con la natura vivente ed il creato intero".

martedì 6 maggio 2008

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