Red CarpetAnna Magnani: cent'anni inimitabili
di Elena Serrano
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Il centenario di questa magnifica icona del nostro cinema. Figura chiave del neorealismo italiano, antidiva per eccellenza, interpretò con stile inimitabile il personaggio della popolana focosa e sboccata ma allo stesso tempo sensibile e generosa, incarnazione dei valori genuini dell'Italia minore. Ma le cose che più affascinano di Anna Magnani sono la capacità e il coraggio tutto femminile di non distinguere mestiere ed emozioni private, qualità che spesso un mondo maschile e maschilista giudica come emotività eccessiva. Come se l'attrice e la donna fossero fatte della stessa passione, quasi un'attrice senza personaggio. Donna prima di tutto. La sua smisurata carica umana talvolta sfociava in sanguigne manifestazioni di rabbia o di affetto, che la distinguevano, oltre che come inarrivabile interprete, come donna forte e sensibile, anche se profondamente tormentata. I suoi film parlano anche di lei: dei suoi amori (drammatici, esclusivi, travolgenti), dei suoi dolori laceranti, delle sue gioie sfrenate, della sua voglia di giocare e del suo drammatico disincanto (in "Roma città aperta" la scena più famosa che diverrà icona mondiale nasce anche sotto quel segno ispiratore dei suoi leggendari abbandoni alla gelosia e alla collera, stessi sentimenti che riserverà a Rossellini). Una tigre, una leonessa che neanche Hollywood riuscì a domare perché diventare una star del cinema americano avrebbe comportato una disciplina che l'attrice non si sentiva di affrontare. Studiare l'inglese come si deve, prendere molti aerei, adeguarsi alle scelte della casa di produzione, e via dicendo. Per fare simili violenze al suo carattere ci voleva un'ambizione che Anna non possedeva. venerdì 7 marzo 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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