Red CarpetArthur C. Clarke: il fantascienziato
di Elena Serrano
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Chissà cosa avrà pensato mentre all'età di 90 anni si spegneva serenamente il grande scrittore Arthur Charles Clarke. Forse era curioso di immergersi finalmente in quel fantastico e meraviglioso spazio descritto con così grande cura nei suoi romanzi. E proprio da uno dei suoi racconti, "The Sentinel", Stanley Kubrick trasse l'idea di quello che sarebbe diventato uno dei film di fantascienza più famosi di tutti i tempi, "2001: Odissea nello spazio". E anche la sua fine ha qualcosa di fantascientifico: quando in Europa arriva la notizia è la sera del 18 marzo, e la morte è datata 19 marzo. Clarke è morto domani: effetti del fuso orario - abitava a Colombo (Sri Lanka) - e della moderna trasmissione delle notizie, più veloci della rotazione della Terra. Autore di oltre 80 romanzi e di centinaia di racconti, Arthur Clarke è considerato da tutti un "anticipatore". La sua attività infatti è andata ben oltre la narrativa indirizzando, più volte, la ricerca scientifica. Negli anni quaranta, per esempio, aveva previsto che l'uomo sarebbe sbarcato sulla Luna entro l'anno 2000. Lo presero per matto ma quando Neil Armstrong, nel 1969, toccò la superficie lunare, gli scienziati della NASA riconobbero che Clarke "aveva dato la spinta intellettuale a quella fantastica avventura". Si è spento questo magnifico scienziato con i sogni di un bambino, non appena completata la sua novantesima orbita attorno al sole. Ma le sue famose leggi in cui appunto scienza e umanità si intrecciano costantemente sono eterne: Prima Legge di Clarke: Qui è Arthur Clarke, che vi dice grazie e arrivederci da Colombo! venerdì 21 marzo 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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