Red CarpetCapitan Harlock: il pirata dello spazio
di Stefano Montini
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La cicatrice che gli taglia la faccia fin dentro un occhio, simbolo di una vita spesa ad avanzare senza mai dare le spalle ai problemi né abbassare lo sguardo, ha segnato la crescita di un'intera generazione di ragazzi. E' facile trovare Harlock chiuso nella sua cabina ad ascoltare musica e bere vino, mentre gli tornano alla mente gli amici persi e le battaglie combattute. Ma, sebbene sia molto legato al passato come lo stile dell'intera serie animata, dei trascorsi del tenebroso capitano sappiamo ben poco. Il personaggio è apparso trasversalmente nella vasta produzione di Matsumoto, dando su di se informazioni contrastanti; l'autore ha sempre privilegiato, infatti, le atmosfere alla coerenza spazio/temporale. Sebbene lotti per difendere la Terra dalle guerriere di Mazone, sul nostro pianeta torna di rado e solo per incontrare Mayu, figlia del suo defunto amico Tochiro. Non ama il pianeta che difende; vuole solo continuare a viaggiare nell'universo buio in solitudine, in attesa che qualcuno abbia bisogno di lui. Capitan Harlock è la voglia di essere liberi. giovedì 26 luglio 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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