Red CarpetGabrielle Bonheur Chanel: Madamoiselle Coco
di Elena Serrano
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Una donna lo sa: un paio di ballerine bicolore può far tornare il sorriso e un tubino nero può risolvere anche la serata peggiore. L'effetto benefico di questi capi must del guardaroba è molto più efficace di tante sedute dallo psicologo (ma si sa, anche queste a volte sono moda). Per queste e molte altre creazioni catartiche e terapeutiche per l'animo femminile dobbiamo ringraziare la divina Coco Chanel. Conosciuta in tutto il mondo come la stilista francese per eccellenza, Gabrielle Bonheur Chanel (questo il suo vero nome) ha in realtà umilissime origini: figlia illegittima di un venditore ambulante, rimasta orfana trascorse l'infanzia in un orfanotrofio gestito da religiose. Ma le sue vicissitudini non ne distrussero il gusto estetico: nella sua immaginazione i neri grembiuli delle suore del collegio si trasformarono in vestiti ultra minimal, ripuliti da ogni accessorio che a quel tempo rendeva la donna barocca e fastosamente agghindata. Nacque da questa ispirazione, nel 1926, il tubino nero, capo che rese indimenticabile Audrey Hepburn e che passò indenne al glamour degli anni Trenta, al tradizionalismo dei Cinquanta, alla contestazione dei Sessanta , alla "dance fever" degli anni Settanta, ai brillanti e luccicanti Ottanta e si riadattò al gusto minimal degli anni Novanta. "Alcune volte è meglio togliere che aggiungere", questa una delle tante linee guida della moda che Coco espresse prima disegnando cappelli e poi aprendo una sua boutique in Rue Cambon 31, a Parigi. Dalle amicizie influenti Coco trasse ispirazione: il compositore Igor Stravinsky, Dimitri Pavlovic cugino dello zar Nicola, il duca di Westminster, il drammaturgo Jean Cocteau, il disegnatore e caricaturista Paul Iribe, il poeta Pierre Reverdy e perfino Pablo Picasso. Per molti di loro fu anche mecenate negli anni difficili della guerra. Dagli amori, amanti tanti mariti mai, non fu mai dipendente. Perché Madamoiselle era l'emblema, con la moda e con la vita, della modernità della donna, dell'indipendenza conquistata, della femminilità voluta e non imposta dal'uomo. La sua infanzia, con l'abbandono subito e la miseria vissuta da piccola, resterà sempre nella personalità della donna di successo: "Ho passato tutta l'adolescenza con due abiti l'anno, uno per il freddo, uno per il caldo, sarà per questo che poi ne avrò fatti tanti?" usava scherzare. Da sartina del piccolo paesino di Moulins accusata di aver inventato "una moda per piccole telegrafiste sotto-alimentate", come scrivevano i cronisti, a musa di uno stile che il tempo non cancella. giovedì 9 ottobre 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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