Red CarpetFerzan Ozpetek: la finestra di fronte non è sul cortile
di Padre Manolo
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A Ferzan Ozpetek non puoi domandargli se è gay oppure no. Il suo pubblico sono quelle "fate ignoranti", quei "polli", quelle "finestre" spalancate. Siamo esseri umani, animali, oggetti. Alla ricerca di realtà, proprio come Ozpetek. Partiamo dalla sceneggiatura della nostra vita e proseguiamo sul set con gli attori. Ozpetek ha lavorato molto sul personaggio di Raoul Bova in La finestra di fronte. Dato che interpreta un normalissimo bancario, ha imposto un paio di occhiali, per mettere un impedimento alla sua bellezza e renderlo più raggiungibile, più anonimo, meno appetibile (sia agli uomini che alle donne). Sensibilità omo? "Non direi", risponde il regista alla provocazione. "Anche a Giovanna Mezzogiorno, che già possiede un'intensità espressiva naturale, ho chiesto di recitare il meno possibile e le ho tolto persino alcune battute, perché fossero il suo sguardo e i suoi gesti a parlare". Ciò che più colpisce de La finestra di fronte sono le parole che circolano in quel
frammento di cinema classico. Per non accontentarsi di sopravvivere, ma pretendere
di vivere in un mondo migliore. Anche se quelli che ce lo lasciano in eredità, non
ce l'hanno fatta. "Mio caro Simone, giovedì 23 novembre 2006 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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