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Giuseppe Uncini: il pittore della materia

di Elena Serrano

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Giuseppe Uncini: il pittore della materia

Si può dire che l'eterno rapporto tra artista e materia si risolveva per lui con il prevalere della seconda. Per lo scultore e pittore Giuseppe Uncini, scomparso il 31 marzo scorso, era la materia a prevalere. Ma al tempo stesso è l'innesco vitale dell'artista a dare il ruolo principale alla materia grezza, scintilla che ne sprigiona le potenzialità. Questo "pittore della materia", nato a Fabriano ma cresciuto artisticamente a Roma nello studio di via Margutta, sceglie il "lavoro manuale" nelle sue opere, mette in scena la materia affascinando quando riporta l'arte nel mondo tecnico. Ed è proprio con i suoi "Cementoarmati", opere costruite combinando cemento e ferro, che si impone all'attenzione dei critici ed innesca una rivoluzione dei materiali. La sua scelta della materia grezza è già scelta della forma: "Finalmente costruivo l'oggetto e, lasciando a nudo tutti i procedimenti tecnici del suo farsi, riuscivo a porre il primo punto fermo nell'iter del mio lavoro. Cioè non ottenevo più un 'quadro rappresentante' ma un 'oggetto autosignificante': insomma l'idea che il modo tecnico fosse il concetto e il concetto il modo tecnico".

Nel 1966 Giuseppe Uncini è invitato alla Biennale di Venezia con la serie di opere "Strutturespazio" e, l'anno successivo, avvia una nuova avventura artistica con il tema delle ombre. Non è facile per lui rinunciare proprio alla materia, ma "arriva un momento in cui, per compiere un passo ulteriore nel possesso di questa, bisogna perderla, affrontare il problema da un altro punto di vista, per non diventare ciechi". Uncini affronta allora lo spazio non per annullare la materia, ma al contrario per materializzare il vuoto. "Mi interessa il desiderio dell'uomo di costruirsi la propria dimora, l'azione del contadino nello squadrare il campo per la coltura. Tutte azioni che vengono dirette da leggi ben precise, frutto di un pensiero e di un calcolo che determinano anche un'estetica". In queste poche righe Giuseppe Uncini sintetizza la poetica della sua arte, che nella disciplina e nel rigore esprime la sua primordiale bellezza. L'artista, numerosissime esposizioni e una permanente alla galleria Marchese di Prato, prima di spegnersi stava lavorando ad una personale al Mart di Rovereto.

mercoledì 2 aprile 2008

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