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Harry Houdini: il mago dell'impossibile

di Benedetta Ricci

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Harry Houdini: il mago dell'impossibile

Era l'uomo che nessuna prigione poteva trattenere, l'unico in grado di sfidare le polizie di tutto il mondo e di evadere da ogni trappola. Persino dopo essere stato legato, ammanettato, chiuso in una cassa di legno inchiodata, incatenata e gettata in mare. Le sue evasioni, le sue sfide alla morte entusiasmarono milioni di persone.

Ehrich Weiss, in arte Harry Houdini, ancora oggi è sinonimo di magia e mistero. Nato in Ungheria nel 1874, all'età di quattro anni emigrò con la famiglia negli Stati Uniti. Per riuscire ad ovviare alle modeste condizioni economiche, debuttò come giovane equilibrista ed illusionista nelle fiere di paese (un vero fenomeno da baraccone!). Dopo anni di gavetta, coltivando una grande passione per lucchetti e serrature, unita ad un'assoluta abilità nell'aprirli, cominciò ad assaporare il gusto del successo, che lo portò rapidamente a diventare un personaggio famoso in tutto il mondo.
Apriva manette solo servendosi della sua forza; a volte si aiutava con le stringhe delle scarpe, altre usava chiavi o bastoncini opportunamente nascosti. Era in grado di fuggire da un barile per il latte riempito d'acqua, il cui tappo era legato ad un collare da lui indossato, perché il collare poteva essere staccato dall'interno. Quando era legato da corde o da una camicia di forza, riusciva a crearsi uno spazio per muoversi dapprima allargando spalle e torace, poi allontanando appena le braccia dal corpo e quindi disarticolando le spalle. Ma il suo numero preferito era senza ombra di dubbio la cella della tortura cinese dell'acqua, in cui rimaneva sospeso a testa in giù in una cassa di vetro e acciaio piena d'acqua e chiusa a chiave.
Houdini poteva contare su una prestanza fisica fuori del comune, un incredibile sangue freddo, una dedizione totale alla propria professione e, soprattutto, una straordinaria intelligenza; il soprannaturale non gli apparteneva.

Houdini morì la notte di Halloween, a 52 anni, a causa di un fortissimo pugno allo stomaco infertogli a tradimento da un giovane, per verificare se davvero egli sapesse resistere ad ogni colpo, e che invece gli procurò la rottura dell'appendice e un'acuta peritonite. Da allora, ogni anno, nel giorno in cui secondo la tradizione celtica i morti tornano sulla Terra (31 ottobre), gli illusionisti americani, durante il loro congresso, inscenano in suo onore una seduta spiritica per evocarlo. Se qualcuno può sfuggire alla morte, essi dicono, quella persona può essere solo Harry Houdini.
Eppure, proprio contro i medium che affermavano di evocare gli spiriti dei defunti, l'illusionista combatté negli ultimi anni della sua vita. Spinto forse dall'oscura speranza di trovare un sensitivo autentico, che lo sapesse davvero mettere in contatto con l'amata madre defunta, Houdini non incontrò in realtà che truffatori, e si guadagnò presto la fama di implacabile smascheratore di ciarlatani.
"L'imbroglione onesto", attraverso la sua vita e la sua morte enigmatica, è divenuto una leggenda. Le poste americane gli hanno dedicato un francobollo; è ricordato in numerose canzoni di svariati artisti; il cinema ha scelto di celebrarlo nel film Houdini - L'ultimo mago. Al 7001 di Hollywood Boulevard, sulla Hollywood Walk of Fame, possiamo ammirare la sua stella.

martedì 28 aprile 2009

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