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Hermann Rorschach: l'uomo-macchia

di Benedetta Ricci

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Hermann Rorschach: l'uomo-macchia

Hermann Rorschach, illustre psichiatra svizzero, nato a Zurigo nel 1884, fu un uomo dotato di un'intelligenza vivace, multiforme e poco comune. La passione e la sensibilità per l'arte (disegnava in modo eccellente) unite alla profonda conoscenza della psicopatologia, lo portarono ad affrontare uno studio sulle macchie d'inchiostro e alla conseguente invenzione del cosiddetto Test delle macchie o Test di Rorschach.
Già al tempo in cui frequentava il ginnasio svizzero, i suoi compagni gli diedero il soprannome "Klex" (macchia). Non si può stabilire con certezza se questo appellativo fosse solo un'allusione alla professione del padre (pittore), in quanto si supponeva che il figlio sarebbe diventato un artista, oppure se Hermann praticasse il gioco chiamato "Klecksographie", un passatempo allora molto apprezzato da fanciulli e adolescenti, consistente nel versare macchie di inchiostro colorato su un foglio di carta, poi ripiegato in due per ottenere effetti simmetrici.

Il processo base su cui si fonda il Test di Rorschach consiste nello stimolo percettivo di dieci tavole coperte di macchie d'inchiostro nere o policrome al quale corrisponde una reazione del soggetto. I meccanismi psicologici messi in atto nella formulazione della risposta sono quelli di percezione, associazione e proiezione che esprimono differenti aree della psiche del paziente. Il test evidenzia in particolare gli aspetti cognitivi, affettivi e del funzionamento dell'Io. Permette di valutare l'efficienza intellettiva e se vi è un'inibizione dell'intelligenza dovuta a fattori affettivi ed emozionali; consente inoltre di verificare quanto tali dimensioni fondamentali (intelligenza ed affettività) lavorino tra loro in sinergia. Il test si configura quindi come una tecnica di indagine della personalità pluridimensionale che fornisce una stima dinamica dei punti vulnerabili della persona e delle sue risorse attuali e latenti.
Le idee originali di Rorschach e il suo lavoro creativo e sistematico documentato nel volume "Psychodiagnostik" costituiscono, ancora oggi, le basi per lo sviluppo delle tecniche proiettive. Diciotto congressi internazionali, infinite pubblicazioni, migliaia di psicologi e psichiatri che usano questo metodo nei diversi continenti sono la migliore testimonianza dell'incredibile successo dell'opera rorschachiana. Successo recentemente trasposto anche in ambito cinematografico: nel film statunitense Watchmen diretto da Zack Snyder (basato sulla miniserie fumettistica creata da Alan Moore e Dave Gibbons), Rorschach diviene un giustiziere del crimine, celato da una maschera simile ai disegni dell'omonimo test psichiatrico. Ad oggi non esistono altri strumenti come le dieci macchie che consentano di scandagliare in modo altrettanto profondo i più remoti meandri dell'animo umano; le tavole di Rorschach sono chiavi magiche che aprono la porta dell'inconscio... e del grande schermo!

domenica 22 marzo 2009

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