Red CarpetJohn McClane: duro a ri-morire
di Stefano Montini
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Considerato una leggenda vivente del New York Police Department, il detective John McClane è il tipico poliziotto che la sfortuna ha trasformato in eroe. Ma non pensate che McClane sia un tipo da scrivania o da conferenza stampa; non sa stringere mani ma solo pistole, e la sua carriera si è fermata al grado di tenente, quanto basta per poter lavorare in canottiera e non in divisa. Per giunta, il suo carattere intrattabile, la battuta acida sempre pronta e i recenti problemi con l'alcol lo fanno essere sempre a rischio di sospensione. John McClane divenne famoso quando, nel 1988, sgominò una banda di terroristi che aveva sequestrato molti uomini importanti e il palazzo di quaranta piani in cui erano riuniti. Nel '90 tenne testa a un altro manipolo di terroristi che impediva l'atterraggio di diciotto aerei; a parte i 264 morti, la sua missione venne considerata pienamente riuscita. Nel '95 smascherò ancora altri terroristi che mettevano bombe in giro per New York, seminando il panico. Nato dalle pagine di "Nothing Lasts Forever" di Roderick Thorp, John McClane è interpretato al cinema da Bruce Willis, che sulla trilogia di "Die Hard" ha basato la sua meritata carriera. "Trappola di cristallo", "58 minuti per morire" e "Duri a morire" sono titoli cult per gli amanti dell'action movie; Willis, canottiera sporca di sangue e pistola con tremila colpi in canna, è diventato il duro (a morire) per eccellenza. E anche se oggi deve combattere un terrorismo informatico fatto di cervelloni al computer, troverà comunque il modo di "sporcarsi le mani". mercoledì 3 ottobre 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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