Red CarpetKrusty il Clown: un pagliaccio sboccacciato
di Andrea Sorcinelli
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Capelli verdi, ricci, assurdi. Naso rosso, viso inquietante. Pancia e cravattino blu. Faccia bianca, corpo giallo. Avido, stupido, egoista e per nulla divertente. Non un ennesimo serial killer o mostro famelico da horror di serie Z, ma semplicemente Herschel Pinkus Yerucham Krustofski, pagliaccio da quattro soldi con la fortuna di pochi. Herschel iniziò la sua carriera negli anni '60, quando l'emittente televisiva di una piccola cittadina americana gli offrì la conduzione di un programma per bambini. Diventato subito famoso per la sua volgarità e la totale incapacità di far ridere, Krustofski in un modo o nell'altro riesce a sfondare e la sua trasmissione diventa un must nel palinsesto della fortunata rete televisiva. Nonostante la gente odi le sue battute che sono copiate dal repertorio di altri artisti, il successo è assicurato e il clown diventa uno dei più ricchi abitanti della sua città. Deviato e corrotto dal successo, il clown si trasforma in una bestia da palcoscenico della peggior specie: odia i bambini, fuma e beve, sperpera i suoi averi in attività stupide e autolesioniste come comprare e spaccare contro il muro uova Fabergé. Ma non solo: Herschel intrattiene traffici con la malavita locale, apre una catena di fast food di ignobile qualità e vende la sua immagine a chiunque la richieda. Così la faccia del clown spunta su ogni tipo di oggetto, da sveglie a pupazzi, da dentifrici a giochi in scatola. Fingendo di abbandonare la scena più volte e tornando poi sui suoi passi (spesso spinto da un giovane e accanito fan di nome Bart), Krustofski riesce a mantenere l'attenzione su di sé e a continuare a macinar quattrini. E' una persona assolutamente detestabile e inavvicinabile. Ma, come a tutti i clown, è difficile non volergli un po' di bene. Sarà per questo che, nella città di Springfield, tutti lo salutano incontrandolo per strada. sabato 11 agosto 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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