Red CarpetMarco Carta: genio, anarchia e sregolatezza
di Elena Serrano
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Come il lieto fine di una bella fiaba si è conclusa con la vittoria di Marco Carta la settima edizione del talent show Amici. Cantante dalla storia strappalacrime (cresciuto senza genitori), e dalla gavetta sudatissima (canta nei live bar di casa sua ma per mantenersi fa il parrucchiere nel salone della zia), Marco Carta ha riproposto lo stereotipo del ragazzo sfortunato e ribelle che grazie al lavoro e ai maestri realizza il sogno. E, come in un romanzo di formazione, questa volta il premio finale gli è stato dato non solo per il talento ma per l'impegno dimostrato nel migliorare se stesso. Dotato di una voce sporca, magari non sempre intonata, magari atipica, ma che riesce a trasmettere quel brivido in più, Marco Carta parte dalla Sardegna ed approda all'accademia televisiva il 20 ottobre 2007, dopo quattro anni di tentativi fatti con molti sacrifici "perché conservavo i soldi che guadagnavo per pagarmi l'aereo per andare a Roma". Il problema di Marco, almeno a dire degli insegnanti, è sempre stato la discontinuità di anarchico ribelle ma sensibile. Ma a vincere questa volta è stato anche il rapporto che si è instaurato tra l'allievo e il maestro Luca Jurman che ha sempre creduto in lui; un bellissimo rapporto, toccante e sorprendentemente sincero. Il maestro, severo ma attento, trasforma il genio indisciplinato in un artista maturo (rivalutando così anche il metodo "duro" alla Celentano). Ma anche la sua storia è componente della vittoria. Sfortunato ma determinato e coraggioso, affronta la vita da solo. E le sue fans lo sanno: prima della serata finale si susseguono sul web appelli per aiutarlo a realizzare il suo sogno, premiarlo perché ha saputo superare le difficoltà e regalargli l'opportunità di una nuova vita. E sembra che questa volta le "cartine" (così si sono autonominate le sue fans) ci siano riuscite. Sulla musica di "We are the champions", Marco viene premiato da una Maria De Filippi commossa, e il suo primo urlo, interminabile, è per la mamma. sabato 19 aprile 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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