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Michele Riondino: "il bello e dannato" d'autore

di Elena Serrano

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Michele Riondino: "il bello e dannato" d'autore

Questa non è la solita storia di un talento scoperto per caso, in un reality o in un salotto televisivo. Non è la storia di un ragazzo sfortunato, nato ai margini del mondo "che conta", arrivato al successo con un colpo di fortuna. E' la storia, forse in controtendenza in questo momento di facile popolarità e talento improvvisato, di chi è nato con un grande sogno in una terra che offre poche possibilità di realizzarlo. E' la vita di un ragazzo nato a Taranto 29 anni fa, emigrato non ancora ventenne a Roma per studiare recitazione (e non per entrare in qualche studio televisivo a caso) e che approda, dopo anni di lavoro, alla sua prima impegnativa prova cinematografica, Il passato è una terra straniera. Michele Riondino ha la corporatura di un ragazzo del Sud, un volto poco levigato, per nulla ritoccato, un'immagine non studiata a tavolino per i blockbuster adolescenziali.

Umile, riservato e pieno di vero talento maturato sul palcoscenico di tanti teatri, Michele Riondino nella sua decennale gavetta ha preso parte ad "Aspettando Godot" diretto da Mauro Maggioni, "Antigone", "Edipo re", "Macbeth" e tante altre opere di questo calibro. Ha lavorato a fianco di attori poco noti al grande pubblico ma di elevato spessore come Emma Dante, Gaetano Bruno e Manuela Lo Sicco. Ora è Francesco "il bello e dannato", misterioso e seducente, anima nera e sexy nel film di Daniele Vicari che, attraverso il gioco clandestino del poker, trascina l'amico Giorgio in un violento vortice autodistruttivo. "Un manipolatore, un fragile" come lo ha definito lo stesso Riondino che il suo personaggio lo ha studiato per un anno "come si fa per il teatro", andando nelle comunità degli ex giocatori d'azzardo, leggendo libri di psicologia su personalità psico-apatiche come quella di Francesco. Il successo e il cinema sono per lui "quello che l'America è per Cristoforo Colombo": non li conosce, non ne comprende ancora gli effetti collaterali. E ora che il suo talento già solido sarà noto al grande pubblico speriamo che Michele Riondino non si dissolva in qualche salotto televisivo pronto a farne il nuovo sex symbol tra i giovani attori italiani.

mercoledì 12 novembre 2008

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