Red CarpetTim Burton: l'occhio stralunato di un regista scapigliato
di Luca Alessandroni
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E' cresciuto coi vampiri, gli zombi e una serie di creature secondarie che popolano i film horror di serie Z. Pensa che i produttori vadano assecondati, per poi fare quello che si pare. Dice che la sua fantasia è meno fantasiosa della realtà filtrata dai tg, che ormai fanno soap opera. Non ama una recitazione troppo tecnica; per questo vuole che gli attori nei suoi film provino poco, quel tanto che non compromette la naturalezza della scena. Per non creare un distacco fra sé e gli attori e preservare l'emozione, non guarda mai la scena che gira sul monitor; preferisce osservarla direttamente con gli occhi di un bambino che vede mostri romantici dappertutto. E' Tim Burton, il folletto di Burbank, che sembra uscito da uno dei suoi film: capelli ricci, sguardo malinconico, occhio stralunato (spesso coperto da occhialoni alla Willy Wonka). A guardarlo bene sembra la copia infeltrita del suo attore feticcio Johnny Depp, ma capisci che è lui l'originale dai movimenti goffi che ricordano il suo Edward. In 24 anni di premiata carriera, Tim ha ridato dignità a un Batman fiaccato da trasposizioni trash, creando un affresco gotico sulla solitudine dell'eroe moderno. Ha dissacrato il cinema blockbuster massacrando il patriottismo di "Independence Day"; ha mostrato carattere nel dirigere il remake di un classico della fantascienza, finendo per brevettare un nuovo genere ibrido; ha ridisegnato l'animazione facendola umana, e quindi anche incazzata e malinconica. mercoledì 5 settembre 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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