Red CarpetToni Servillo: il divo antidivo
di Elena Serrano
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E' luogo comune: gli attori di teatro al cinema spesso risultano indigesti. Molti paiono avere accanto un'ombra che domanda: "Non sono bravo, non recito bene?". Parole di Woody Allen. Ma per Toni Servillo, eccellente sul grande schermo come sul palcoscenico, non è assolutamente così. E' un uomo asciutto, di 49 anni, napoletano. E' un volto nuovo del cinema italiano perché attore che il cinema ha scoperto tardi. E' un artista che ha alle spalle un mostruoso percorso nel teatro partenopeo. Una lunga e profonda esperienza che però non toglie naturalezza ai suoi movimenti e al suo sguardo. Nei minimi gesti, nella capacità mimetica, nelle espressioni magnetiche, il suo talento. Lavoro e ricerca dunque, ma anche istinto. Perché riesce a raccontare con il corpo e il volto molto di più di quanto le battute del copione possano narrare. E' definito "l'attore italiano per eccellenza: dice senza dire, racconta senza parlare". L'amore per il teatro di Toni Servillo, la sua "mania" come la chiama lui, ha una storia lunga: nel suo percorso artistico il Teatro Studio di Caserta, la collaborazione con il gruppo "Falso Movimento" di Mario Martone, e, negli anni '70, la fondazione dei Teatri Uniti. Poi è arrivato il cinema: poche apparizioni, ma tutte ben studiate, d'autore. Toni Servillo è un cantante cocainomane ossessionato dalla morte del fratello in "L'uomo in più". E' un bidello-direttore d'orchestra che affoga nel bicchiere questa disperazione, in "Lascia perdere, Johnny!". E' un commissario alle prese con un caso complesso nel noir psicologico La ragazza del lago ("Vederlo aggirarsi nella hall del grande albergo, scenario raggelante di questa pellicola, è uno spettacolo nello spettacolo, un film nel film, un documentario sul mestiere dell'attore"). Con Gomorra e Il Divo (speriamo ci faccia dimenticare l'Andreotti di Oreste Lionello del Bagaglino), porta a Cannes "l'altra Italia", quella degli imbrogli politici e delle dinamiche mafiose. Forse Toni Servillo è tutto questo: un carosello di maschere, con una classe fuori dal tempo e dalle mode. martedì 27 maggio 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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