Red CarpetWinnie the Pooh: l'orsetto trasformista
di Padre Manolo
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I miti che ammiriamo e vorremmo imitare provengono dalla televisione e dal cinema. Per fingere di conoscerli compriamo le loro foto, i loro calendari (se fanno bella figura nudi) e i loro film. Ma c'è qualcuno che batte tutti questi idoli pagani, qualcuno che non è di carne e ossa, qualcuno che nel tempo ha assunto diverse sembianze anche se il tempo non è un suo problema. Dal 1926, anno del suo esordio, l'orsetto di peluche più quotato al mondo ha spaziato nei più svariati campi. Dalla letteratura al cinema, per cominciare. Sfruttando abilmente la sua immagine, è risuscito a farsi strada nel mondo del commercio: tazze, sveglie, quadri, puzzle, asciugamani, cuscini. Attento all'istruzione dei giovani, è anche molto attivo nel mercato della cancelleria: penne, astucci, quaderni a scacchi, quaderni a righe, quaderni coi buchi, zaini. Poi è successo che ci siamo incontrati. Da quel giorno Winnie the Pooh si è venduto. Ha venduto la propria immagine, peluche uguali a se: giganti, medi e piccoli. Poi ha venduto la sua vita privata: Winnie pilota, Winnie postino dell'amore, Winnie che dorme sul cuscino, Winnie in vestaglia, Winnie mascherato, Winnie col barattolone di miele. Dove sarà Winnie the Pooh, quello vero? Cosa mi vorrà chiedere? sabato 28 luglio 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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