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Giro di Nera

11 settembre 2001: America sotto attacco

di Enrica Papetti

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11 settembre 2001: America sotto attacco

Sono le 8.00 dell'11 settembre 2001. New York si è appena svegliata e già comincia il brulicare di gente che si reca al lavoro. Tutto sembra tranquillo, la solita routine di una metropoli viva, forse troppo.
Quarantacinque minuti dopo, si scatena l'inferno. Due aerei con destinazione Los Angeles (volo 11 dell'American Airlines e volo 175 della United Airlines) vengono dirottati e lanciati sulle Torri Gemelle, a sud di Manhattan.
I dirottatori entrano in azione circa 30 minuti dopo il decollo, a cinture di sicurezza slacciate. Le due torri, in fiamme, crollano subito. Il sindaco di New York parla di oltre 20 mila vittime, senza contare i passeggeri. Gli attentati continuano e la gente si riversa nelle strade come impazzita dentro una nuvola di fumo asfissiante.
Un terzo aereo viene fatto precipitare sul Pentagono ed un quarto abbattuto in Pennsylvania prima di raggiungere il suo obbiettivo. Nel giro di pochi istanti, la notizia fa il giro del pianeta. L'America ed il mondo intero sono in preda alla disperazione e si rendono conto che quella data cambierà per sempre il corso degli eventi.

Ma chi e perché ha voluto tutto questo? Un unico nome, un unico sospettato: Osama Bin Laden, il nemico giurato degli Stati Uniti che, dalle montagne dell'Afghanistan (si pensa sia quello il suo nascondiglio...), impartisce ordini ai suoi kamikaze. Insieme alla ricostruzione vera e propria dei fatti, iniziano a circolare, sul web e non solo, le solite leggende metropolitane. Sembrerebbe, infatti, dalle fotografie, che dal fumo del crollo delle torri sia apparsa una figura inquietante simile a quella del demonio ritratta sui libri.
A parte ciò, delle Torri Gemelle, oggi, rimane solo il ricordo delle migliaia di vittime che hanno avuto, quella mattina, la colpa di trovarsi nel giorno e nel posto sbagliato.

Le vittime degli attentati sono 2974, esclusi i diciannove dirottatori. I familiari delle persone scomparse ricordano ancora con grande dolore l'11 settembre ed il racconto di quei momenti si mescola alle lacrime ed alla disperazione. La parziale ricostruzione di quanto avvenuto è stata resa possibile anche grazie alle telefonate dei passeggeri ai loro familiari: 37 chiamate all'esterno. Un passeggero del Boeing 757 dell'United Airlines partito da Newark e diretto a San Francisco, Thomas Burnett, chiama per ben quattro volte la moglie a casa. "Siamo stati dirottati, hanno accoltellato una persona e hanno una bomba, per favore avverti le autorità". Queste le sue parole. La moglie non si dà pace e tenta di richiamarlo, ma non ci riuscirà mai più. La concitazione, sugli aerei, diventa terrore. I dirottatori non fanno altro che spostare i passeggeri. Ne accoltellano a morte uno: si pensa che si tratti di Mark Rothenberg, l'unico passeggero della prima classe che non ha fatto alcuna chiamata. Anche Mark Bingham, della fila 35, si mette in contatto, alle 9.30, con sua madre riferendo che l'aereo è in mano ad alcuni dirottatori muniti di bombe, ma poco dopo la conversazione viene interrotta. Elizabeth Wainio chiama la sua matrigna alle 9.53 e conclude la telefonata dicendo: "Devo andare. Stanno facendo irruzione nella cabina di pilotaggio. Ti amo".

Sull'attentato, a distanza di sette anni, ancora non si è fatta piena luce. C'è chi pensa che qualcuno sapeva già di questa imminente catastrofe, ma che, per comodo, non ha parlato, chi afferma che tutto questo si poteva evitare. Lasciando da parte le supposizioni, peraltro molte prive di fondamento, quello che resta oggi delle Torri Gemelle è Ground Zero, una grandissima voragine al centro della città, divenuta da quell'11 settembre 2001, meta di pellegrinaggio. Sono in tanti, infatti, turisti e non, che, arrivati a New York, non possono fare a meno di visitare questo luogo, pieno di ricordi e di disperazione, in cui migliaia di persone, in una normale giornata di lavoro, hanno perso la loro vita. E, sempre a distanza di sette anni, ricordiamo anche altrettanti americani che sono morti in Iraq in guerra. Ma, alla fine, il mondo è davvero cambiato?

mercoledì 10 settembre 2008

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