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Chi ha ucciso Annalaura Pedron?

di Enrica Papetti

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Chi ha ucciso Annalaura Pedron?

E' il 2 febbraio 1988. Una mattina come tante, a Pordenone. Annalaura Pedron ha 21 anni e fa la babysitter di un bambino di due anni, in un appartamento al quarto piano di un elegantissimo condominio di via Colvera. Ma il suo sogno è quello di diventare una giornalista, vista la sua predisposizione per lo scrivere ed i suoi studi classici.
In tarda mattinata, rincasa la mamma del bambino, l'architetto Marina Giorni. Sente il pianto disperato di suo figlio. Suona, bussa, prova ad aprire, ma la chiave nella toppa blocca la serratura dall'interno.
Decide, allora, di chiamare i Vigili del Fuoco che, con un'autoscala, forzano una finestra e riescono ad entrare. Davanti ai loro occhi si apre uno scenario agghiacciante: il cadavere di Annalaura Pedron giace riverso sul tavolino. E' nuda. Sul suo collo, si notano ecchimosi: tutto fa pensare che sia stata strangolata con un nastro adesivo e poi soffocata con un cuscino. Ma, prima di morire, Annalaura ha tentato, secondo il medico legale, di difendersi disperatamente. La lampada, infatti, vicino al tavolino è rotta e c'è sangue dappertutto.

Ma chi ha ucciso Annalaura?
Le indagini non arrivano all'assassino, anche perché all'interno di quell'appartamento in via Colvera c'è un viavai di persone e soccorritori che lasciano impronte ovunque, rendendo difficile il lavoro di reperimento delle prove.
Il caso, dopo due anni, viene chiuso senza aver mandato in galera i colpevoli.
Ma i sospetti ci sono. Si pensa, anzi molti dicono, che Annalaura (con il nome astrale di Eviana) faccia parte, contro la volontà dei suoi genitori (la madre è molto religiosa), della setta Telsen Sao, fondata da Renato Minozzi, poi sciolta nel 1993. E' una sorta di dottrina new age, fatta di contatti celesti e di combinazioni astrali. Annalaura, dal momento in cui entra in questo circolo, non sembra più la stessa. Da solare, diventa sempre più chiusa ed i genitori non riescono a darsi pace. Ed è proprio all'interno di questa setta che iniziano le perquisizioni, ma nessuna prova viene a galla per incastrare l'omicida.

Dopo 20 anni il volto dell'assassino ed il movente sembrano, invece, prendere forma. La squadra mobile della Questura di Pordenone ha, infatti, deciso di riaprire il caso.
Grazie alle nuove tecniche investigative, prima fra tutte l'esame del Dna, i pochissimi indizi ritrovati sulla scena del delitto potrebbero essere, oggi, determinanti. I sospetti, ora, si concentrerebbero su un uomo che all'epoca dei fatti era minorenne, David Rosset, un commerciante di computer di Pordenone. I due giovani si sarebbero incontrati proprio all'interno della setta Telsen Sao ed avrebbero stretto un forte legame di amicizia. David, all'epoca, frequentava l'Itis Kennedy. In molti sono a pensare che il delitto abbia uno sfondo passionale.
Nella casa dove è stato compiuto l'omicidio, infatti, nonostante l'abitazione fosse a soqquadro, è stato rinvenuto un canovaccio in cui sarebbero rimasti impressi i codici genetici di David e Annalaura.
Per il commerciante di Pordenone, più volte interrogato, per il momento niente carcere: dall'epoca del presunto delitto ad oggi, l'uomo ha condotto una vita normalissima ed irreprensibile.
Ora sarà solo compito del Tribunale decidere se l'uomo sia o meno il colpevole di quell'orrendo crimine che venne compiuto quel 2 febbraio 1988 dove morì una bellissima babysitter di nome Annalaura.

venerdì 30 maggio 2008

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