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13 agosto 2007, Chiara Poggi uccisa a Garlasco

di Enrica Papetti

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13 agosto 2007, Chiara Poggi uccisa a Garlasco

E' il 13 agosto 2007. Sono le ore 9.10. Chiara Poggi, una ragazza che abita a Garlasco in provincia di Pavia figlia di Rita e Giuseppe Poggi, disattiva l'allarme della propria abitazione. Chiara ha 26 anni, è laureata ed attualmente lavora in un negozio di informatica. E' fidanzata da quattro anni con Alberto Stasi, 24 anni, studente all'Università "Bocconi" di Milano.
Quella mattina è in casa da sola. I suoi genitori e suo fratello sono in montagna per trascorrere le ferie estive. Tra le 9.10 e le 12 (come poi confermerà l'autopsia), Chiara apre la porta al suo assassino che fa alcuni passi in casa e colpisce, una prima volta, la giovane con un oggetto pesante e spigoloso.
Le sfila le ciabatte che saranno poi ritrovate tra la porta di ingresso e la scala che conduce al piano di sotto.
Chiara tenta di difendersi e di fuggire, ma il suo aggressore non molla la presa. Si accanisce contro di lei e, nel corridoio, le sferra dieci colpi alla nuca e alla parte anteriore della testa. Il corpo, ormai privo di vita, viene trascinato in cantina e gettato giù dalle scale, dove sarà ritrovato, alle ore 14, dal fidanzato Alberto Stasi. Chiara è distesa a pancia in giù, con il volto leggermente piegato da una parte. In casa verranno trovate macchie di sangue ed impronte di scarpe.

Chi ha ucciso tanto barbaramente Chiara? A quasi un anno da quella tragica vicenda, la risposta non è ancora saltata fuori ed il mistero sembra infittirsi. Nessun movente, nessuna arma del delitto. Inoltre, né porte né finestre sono state forzate. Chiara conosceva bene il suo assassino. I sospetti, però, ricadono subito sul suo fidanzato. Il giorno seguente, martedì 14 agosto, Alberto Stasi rimane 14 ore alla procura per essere interrogato una prima volta. Racconta di essere rimasto a casa quella mattina per lavorare, al computer, alla sua tesi di laurea. Giovedì 16 agosto, inizia il sopralluogo del Ris di Parma. La ricerca si concentra su un'impronta di donna trovata vicino alla villetta. Sabato 18 agosto, vengono celebrati i funerali di Chiara. Alberto Stasi sembra straziato e se ne sta vicino ai genitori della vittima, Rita e Giuseppe.
La sua faccia commossa, però, sembra non convincere gli inquirenti che lunedì 20 agosto, ad una settimana dal delitto, lo iscrivono nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio volontario. Il suo computer e la sua bicicletta vengono sequestrati. I risultati del Ris di Parma incriminano Stasi che si trova tuttora nel carcere di Vigevano, dove continua a proclamarsi innocente.

In tutta questa storia, già ingarbugliata, spuntano altri due nomi: Paola e Stefania Cappa, le cugine ventitreenni di Chiara soprannominate ben presto "le cugine K", figlie del noto avvocato Ermanno Cappa. Sono due personalità molto fragili, con un unico desiderio: farsi notare a tutti i costi ed uscire così definitivamente da quella stretta vita di paese.
Paola ha già tentato il suicidio ed entrambe sembrano soffrire di disturbi alimentari. E poi il giallo di quella foto (che ha fatto letteralmente il giro del mondo!) che ritrae Chiara assieme alle due cugine. Un fotomontaggio - a detta delle due - per ricordare la loro Chiara con la quale, peraltro, dicevano di avere un ottimo rapporto.

Ad un anno da quella tragedia, sembrano affiorare altri particolari, ma il caso ancora non è risolto. L'11 luglio 2008, infatti, molti giornali sono usciti con la notizia che il padre di Chiara si è accorto che, dal suo garage, manca un martello con una parte a coda di rondine, compatibile con le lesioni riportate dal corpo di sua figlia. Gli inquirenti, però, sono ancora cauti: nessuno può dire se quell'arnese sia stato rubato o se sia davvero l'arma del delitto che, dopo un anno, vuole rispuntare per fare luce sull'omicidio di una ragazza di 26 anni, come tante, forse solo più sfortunata.

sabato 19 luglio 2008

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