Giro di NeraI duplici delitti del mostro di Firenze
di Enrica Papetti
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Pietro Pacciani. Nonostante siano passati diversi anni, nessuno di noi può dimenticare il volto del "mostro di Firenze" che terrorizzò, per più di un decennio, le coppiette nelle campagne fiorentine. Una storia, dunque, infinita di duplici delitti che si inaugura la sera del 21 agosto 1968 fino ad arrivare all'8 settembre 1985. In tutta questa vicenda, vi sono delle costanti a dir poco inquietanti: la tipologia delle vittime, coppie giovani in intimità, il "modus operandi", il luogo, appartato, il periodo dell'anno, le notti di novilunio d'estate e l'arma, sempre una beretta calibro 22. Ricordiamo, inoltre, che in quattro degli otto duplici omicidi, l'assassino ha asportato dalle vittime alcune parti anatomiche. Ma andiamo con ordine e ricostruiamo la storia dei delitti di Pietro Pacciani. E' la notte del 21 agosto 1968. All'interno di un Alfa Romeo Giulietta bianca, parcheggiata vicino al cimitero di Signa, vi sono due amanti in atteggiamenti intimi. Un uomo si avvicina e spara otto colpi, rispettivamente quattro alla donna e quattro all'uomo. La morte sopravviene per emorragie interne. Da qui inizia la storia del "mostro di Firenze". Passano circa sei anni ed il 14 settembre 1974, in uno spiazzo vicino al fiume Sieve a Sagginale di Borgo San Lorenzo vengono uccisi due giovanissimi fidanzati su una Fiat 127 blu. La ragazza viene finita a coltellate e successivamente l'omicida le penetra la vagina con una vite, considerato segno di sfregio da parte dell'assassino. La mattina seguente, da un contadino vengono ritrovati gli oggetti contenuti nella borsetta della ragazza. La scia di delitti continua inarrestabile. E' il 6 giugno 1981. Nei pressi di Mosciano di Scandicci due giovani innamorati in procinto di sposarsi vengono raggiunti da una scarica di proiettili. La ragazza, inoltre, viene tirata fuori dalla macchina e trascinata in un fosso poco distante, dove le verranno recisi i jeans e, per mezzo di tre precisi fendenti, le verrà asportato il pube. I corpi dei due giovani saranno rinvenuti il mattino dopo. Come nei precedenti delitti, anche in questa occasione c'è un vero e proprio accanimento sui cadaveri. Nel frattempo, a Firenze e non solo, cresce la psicosi, in particolare tra i giovani. Il ministro degli Interni fissa una taglia di mezzo miliardo sul "mostro di Firenze", la più alta in Italia. Viene inoltre attivato un numero verde per tutte le segnalazioni, con la garanzia dell'anonimato. Nessuno, però, riesce a fermare questo assassino che, lo stesso anno a distanza di pochi mesi, colpisce di nuovo. E' il 22 ottobre 1981. La storia, purtroppo, non cambia. Due giovani di 26 e 24 anni che si erano appartati in un casolare abbandonato a Travalle di Cadenzano vicino Prato vengono freddati, con la beretta calibro 22, all'interno della loro Golf nera. Anche questa volta viene estratto dall'auto il corpo della ragazza, alla quale vengono asportate le parti intime. Verranno ritrovati gli oggetti contenuti nella borsetta della vittima femminile, sparsi nelle zone circostanti il luogo del delitto. Questo omicidio, a differenza degli altri, non avvenne in estate. Il 19 giugno 1982, il copione in parte cambia. Questa volta si tratta di Baccaiano di Montespertoli. Nonostante il ragazzo venga raggiunto da diversi colpi di pistola, riesce ad ingranare la retromarcia, ma la sua auto, una Seat 127, rimane incastrata. Per lui e la sua giovane compagna non c'è più niente da fare. Un delitto, però, differente dagli altri. Innanzitutto perché il luogo in cui avviene l'aggressione non è appartato. In secondo luogo, l'omicida, per la prima volta, non recide alcuna parte dei cadaveri. Sul luogo del delitto verranno repertati nove bossoli di calibro 22 Winchester serie H. La furia omicida del mostro non si arresta ed il 10 settembre 1983 vengono uccisi, all'interno di un furgone, due turisti tedeschi. L'assassino, però, questa volta, complice l'oscurità della notte, uccide due amanti omosessuali. I soldi e gli oggetti dei due ragazzi non vengono sottratti. Le vittime del penultimo delitto del mostro sono giovanissime. E' il 29 luglio 1984, quando due fidanzati, a Vicchio nel Mugello, vengono aggrediti all'interno della loro Fiat Panda. Stessa procedura: colpiti da arma da fuoco e finiti con un coltello. L'ultimo delitto si consuma l'8 settembre 1985 a San Casciano in Val di Pesa dove due giovani francesi si erano accampati con la tenda. Le modalità sono sempre le stesse. I due cadaveri vengono occultati. All'epoca dei fatti, tante furono le piste che vennero seguite dagli investigatori (serial killer mosso da squilibri mentali, maniaco) fino a delineare, a poco a poco, la figura di Pietro Pacciani e dei suoi "compagni di merende", Mario Vanni e Giancarlo Lotti. Negli anni '90, infatti, le indagini si strinsero intorno a Pietro Pacciani, un contadino del Mercatale soprannominato "Il Vampa" nato il 7 gennaio 1925. L'uomo fu poi condannato in primo grado e assolto in appello per i delitti del mostro. Il processo a suo carico però si estinse a causa della sua morte, avvenuta per infarto il 22 febbraio 1998 in circostanze ancora poco chiare. giovedì 17 gennaio 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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