Giro di NeraErika e Omar: il delitto di Novi Ligure
di Enrica Papetti
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E' il 21 febbraio 2001. A Novi Ligure, paese in provincia di Alessandria, è una serata come tante. In via Salvo D'Acquisto 12, nel quartiere Lodolino, risiede la famiglia De Nardo: Francesco, 43 anni, dirigente della Pernigotti, Susy, 41 anni, casalinga dedita al volontariato, i loro due figli Erika di 16 anni e Gianluca di 11, due cani e alcuni criceti. Una famiglia come tante. Erika è molto carina, alta, tra i suoi compagni di classe è molto popolare ed è anche il punto di riferimento di suo fratello. Ogni tanto, in casa, è un po' scontrosa, ma la sua sensibilità prevale anche sui suoi difetti. Durante le vacanze estive, quando la scuola finisce e finalmente ci si può prendere un po' di meritato riposo, Erika conosce Omar Favaro. Omar è iscritto all'Itis, Istituto Tecnico Industriale, di Novi. Il diciassettenne, figlio di Maurizio e Patrizia, gestori di un bar del paese, è un po' teppista, facile alle risse, molto irrequieto. A Erika, nonostante la disapprovazione dei suoi genitori, il ragazzo piace ed in breve tempo diventa il suo fidanzatino. Il 21 febbraio 2001, le vite di Erika e Omar... cambiano totalmente. Alle 20.30, la mamma Susy rientra in casa con il figlioletto. Suona il campanello ed Erika le apre la porta. I tre si dirigono in cucina per preparare la cena. Tra la sedicenne e la mamma, però, come ormai d'abitudine, inizia una discussione. Erika è furiosa e, in preda ad un raptus di follia, affonda la prima coltellata nel corpo di Susy, poi si infila i guanti e continua a colpire con ferocia. Omar è in casa con lei e decide di prendere parte al massacro. Chiude la bocca alla donna, mentre Erika continua senza sosta a colpire. Il sangue schizza ovunque e macchia i loro vestiti. Gianluca è terrorizzato e fugge al piano di sopra per trovare un nascondiglio. I due lo rincorrono per le scale, lasciando ovunque tracce di sangue. Il fratellino entra in camera di Erika e viene raggiunto dalle prime coltellate. Con le poche forze rimaste, scappa in bagno. In un primo momento la sorella cerca di fargli ingoiare del topicida e di affogarlo nella vasca, poi, con una furia bestiale, lo finisce a coltellate. Gli amanti-assassini scendono in fretta al piano terra e cercano di ripulire tutto. Tra poco più di un quarto d'ora, infatti, Francesco, il padre, sarà a casa dopo la partita di calcetto. Alle 20.50 Omar esce dalla villetta dei De Nardo e se ne va in sella al suo motorino, Erika invece esce dal garage. Quando le forze dell'ordine arrivano sul posto, Erika De Nardo è letteralmente sconvolta. Dice che un albanese si è introdotto in casa sua e ha ucciso la mamma e il fratello. Erika fornisce anche l'identikit dell'uomo, ma il suo alibi non regge. La ragazza sembra contraddirsi più volte e ai Carabinieri questa storia dell'aggressione da parte di esterni non convince affatto. Erika ed Omar vengono portati in caserma e, lasciati soli nell'anticamera, confessano involontariamente l'esecuzione. Erika domanda al suo fidanzatino se si sia divertito a colpire la mamma con tante coltellate e gli raccomanda di vestirsi bene per il funerale. Il 14 dicembre 2001, i due vengono condannati rispettivamente a 16 anni (Erika) e 14 anni (Omar) di carcere. Durante la detenzione, gli inseparabili fidanzatini cominciano ad accusarsi a vicenda e la ragazza inizia una fitta corrispondenza con un musicista veronese, morto in un incidente stradale nell'ottobre 2008. Nel 2006, Erika ha ricevuto, come premio, la possibilità di uscire qualche ora durante una partita di pallavolo. venerdì 15 maggio 2009 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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