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Il mistero della donna di Lauriano

di Enrica Papetti

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Il mistero della donna di Lauriano

E' l'11 aprile 1974. E' una sera caldissima di primavera. Nel Po, all'altezza del comune di Lauriano vicino Torino, su un isolotto, il cantoniere Antonio De Paoli rinviene il corpo di una donna di età compresa fra 40 e 50 anni. Giace in un groviglio di arbusti, supino, completamente nudo. All'altezza della vita ha un elastico, presumibilmente da reggicalze, in grado di aumentare anche i piccoli pettegolezzi sulla vita privata della sconosciuta. La donna è piccola e non tanto alta. Ha solo qualche ciocca di capelli, rossi o castani. E' morta da almeno cento giorni. Questo è ciò che si legge dal risultato dell'autopsia: "Capo infangato. Cavità orbitali vuote. Addome teso annerito. Piedi scheletriti. Erosioni a coscia e polpacci da topi e roditori di bosco". Il cadavere, dato il grande caldo, è quasi completamente decomposto. Morta annegata, trascinata dalla corrente, mangiata dalle bestie. Arrivata dal nulla e finita così. Il cantoniere carica la salma sul suo Ape per portarla alla camera mortuaria. Ma chi è questa donna? Sono passati 34 anni, ma ancora nessuno è mai riuscito ad identificarla. Per tutti era, è e resterà solo la "donna di Lauriano".

Tante sono state le supposizioni sulla vita della donna rimaste tali, poiché nessuno si è mai fatto vivo per denunciarne la scomparsa e la morte. Molti si sono chiesti come sia mai possibile che questa donna, dopo 34 anni, non riesca a riposare in pace e come la conclusione firmata dall'allora brigadiere Posca sia quanto mai attuale: "Le ricerche diramate da questo comando allo scopo di identificare il cadavere, a tutt'oggi, hanno dato esito negativo".
La tomba della donna si trova attualmente al cimitero di Lauriano. La lapide è praticamente irriconoscibile. La pietra è diventata nera e compaiono solo le date di ritrovamento e sepoltura: 11 e 15 aprile 1974. Vicino alla donna, riposa un altro cadavere senza nome, forse una vittima dell'alluvione del 2000. Del caso si è occupata anche la nota trasmissione "Chi l'ha visto?".

Proprio un mese fa, però, questo "giallo", dopo anni di continuo brancolare nel buio, sembra aver trovato una pista. La signora Maria Grazia Camarda, che nel 1974 aveva tredici anni ed abitava a Settimo Torinese, pensa che la donna ritrovata sull'isolotto possa essere sua madre, Teresa Semeraro, che dall'inverno del 1974 non si è più fatta viva, né con suo marito, uomo molto violento con il quale spesso litigava, né con i suoi figli.
La denuncia, però, è scattata solo nel 1975, un anno dopo il tragico ritrovamento. Probabilmente, questo ritardo è dovuto al fatto che tutti i parenti di Teresa sono convinti di un suo allontanamento volontario, poiché molte volte aveva espresso questo desiderio, data la condizione familiare alquanto tormentata.
Nonostante quello della "donna di Lauriano" sia davvero il mistero più antico d'Italia, Maria Grazia (che si dice pronta anche alla prova del DNA) e Rosa Semeraro (sorella della scomparsa) chiedono di sapere se quel cadavere sepolto nel cimitero del paese sia davvero quello di Teresa. Ed allora per i carabinieri il caso, a distanza di 34 anni, si riapre, per far sì che nulla possa rimanere intentato.

domenica 20 aprile 2008

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