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Gordon Stewart Northcott: il killer di bambini

di Enrica Papetti

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Gordon Stewart Northcott: il killer di bambini

Siamo nel 1908. In Canada, da una famiglia molto disagiata, nasce Gordon Stewart Northcott, uno dei più famigerati serial killer dell'America intera. Il caso mobilitò l'opinione pubblica e la polizia di Los Angeles venne accusata persino di corruzione.
Ma chi era veramente Northcott? Diciamo che la sua vita, fin da bambino, non fu proprio delle migliori: suo padre, che abusò sessualmente di lui quando aveva solo 10 anni, finì i suoi giorni internato in un manicomio; la madre, Sarah Louise, morì in prigione e agli zii paterni non toccò sorte più rosea.
All'età di 21 anni, Gordon, sua madre e suo nipote Sanford Clark si trasferirono nella fattoria di Wineville (dal 1 novembre 1930 conosciuta come Mira Loma che significa "veduta di colline") vicino a Riverside, una contea della California. Da qui iniziò la macabra "attività" di Northcott, aiutato da sua madre e da suo nipote che, poi, troverà la forza per confessare tutto. Gordon rapiva bambini e li nascondeva nel pollaio. Una volta rinchiusi, li violentava, li torturava e poi, quando si stancava di averli tra i piedi, prendeva l'accetta e, con un colpo secco, spappolava loro il cranio e seppelliva le ossa nella calce viva. Prima di essere catturato fece a pezzi ben 20 bambini.

Tra i bambini rapiti dal famigerato serial killer vi fu anche Walter Collins. Il ragazzo scomparve dalla sua casa di Los Angeles il 10 marzo 1928, all'età di 9 anni (la sua storia è narrata nel film Changeling, di Clint Eastwood). Non fece più ritorno a casa. I sospetti caddero subito su Northcott e sua madre. Dapprima la donna confessò di averlo ucciso, poi ritrattò tutto; alla fine cedette affermando che era stata costretta da suo figlio a compiere l'omicidio.
Nel 1928, il nipote di Gordon Northcott, Sanford, stanco dei continui abusi sessuali da parte dello zio a cui doveva sottostare, condusse la polizia in quella che venne rinominata la "fattoria della morte". Gli agenti trovarono uno scenario raccapricciante: i resti di alcuni bambini fatti a pezzi. Si pensò che tra loro vi fosse anche il piccolo Collins, che Northcott lo avesse torturato sessualmente per settimane e che, poi, sua madre, con l'accetta, avesse terminato il "lavoro".

Northcott venne arrestato e condannato a morte per l'omicidio di tre bambini (i fratelli Louis e Nelson Winslow, di 10 e 12 anni, che scomparvero dalla loro casa di Pomona il 16 maggio 1928, e Walter Collins), anche se il numero delle sue vittime fu senza dubbio più elevato. Stessa sorte toccò a sua madre. Il processo durò 27 giorni. Alcuni mesi dopo l'impiccagione di Northcott, un cacciatore trovò per caso, vicino alla "fattoria della morte", i resti di un ragazzo di età compresa fra i 12 ed i 15 anni. Si pensò subito ad una delle tante vittime del serial killer, ma il cadavere non venne mai identificato.

sabato 22 novembre 2008

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