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Lady Diana: la principessa morta in strada

di Enrica Papetti

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Lady Diana: la principessa morta in strada

E' il 29 luglio 1981. Nella cattedrale di St. Paul convolano a nozze Diana Spencer e il principe Carlo d'Inghilterra. Lei è bellissima. Il vestito bianco con dieci sottogonne e con il velo lungo sette metri le dà quel tocco di fiabesco proprio delle grandi storie d'amore come la carrozza che attende i due sposi all'uscita della chiesa. L'evento viene seguito da oltre due milioni di spettatori. L'Inghilterra è in festa perché, con questo matrimonio, Diana Spencer diventerà Sua Altezza Reale Principessa di Galles e futura Regina d'Inghilterra. Ma gli occhi della principessa non sono pieni di lacrime dall'emozione, nel suo sguardo c'è un velo di tristezza, quasi di infelicità.
La vita di Lady D a corte inizia così, una vita difficile, discussa, sulla quale si è detto e scritto di tutto. Una favola "triste" dall'epilogo tragico. La "regina di cuori" (come la chiamano i sudditi) è una donna perfetta: bella, elegante, vergine, ingenua quanto basta, dedita al volontariato e ad aiutare i più poveri e bisognosi. Ma quando entra a palazzo le cose cambiano: il matrimonio va a rotoli, i rapporti con la regina Elisabetta non sono dei migliori e in molti temono per la sua salute.

A dare un po' di felicità a Diana è solo la nascita dei suoi due figli, William ed Harry, ma sul suo matrimonio aleggia l'ombra di una donna da sempre amata dal principe Carlo. E' goffa, bruttina e priva di stile, ma questi non sembrano essere punti a favore di Diana. Lei è Camilla Parker Bowles. Lady D è molto gelosa e disperata: non riesce ad accettare che suo marito la tradisca con un'altra e per questo tenta più volte il suicidio e passa da disturbi nervosi alla bulimia. In questo periodo, secondo alcuni giornali, Diana frequenta anche altri uomini.
La situazione precipita velocemente e il 28 agosto 1996 la coppia decide di divorziare: Lady D si trasferisce a Kensington Palace, mentre il principe Carlo continua a vivere ad Highgrove. Nelle occasioni ufficiali, però, i due continuano a farsi vedere uniti insieme alla famiglia reale. Dopo il divorzio Diana porta avanti, instancabile, le sue battaglie a favore dei più poveri, dei malati di Aids e contro le mine antiuomo. Intraprende una serie di viaggi, ufficiali e non, in Germania, Stati Uniti, Pakistan, Svizzera, Ungheria, Egitto, Belgio, Francia, Sud Africa, Zimbabwe e in Nepal.
Inizia anche le sue attività benefiche che la renderanno ben presto un'icona popolare. Tutto questo non piace alla regina Elisabetta, che, anzi, è a dir poco infastidita dal comportamento "avventuroso" della sua ex nuora.

Ogni favola, bella o brutta che sia, deve avere un lieto fine per far sì che i lettori o gli spettatori se ne tornino a casa contenti e sollevati. Ma per Lady D non è così. La sua triste favola finisce il 31 agosto 1997 sotto il tunnel dell'Alma di Parigi.
Quel giorno tutto il mondo si ferma, incredulo e sbigottito.
Diana e Dodi Al-Fayed (il suo ultimo amore, figlio di Mohamed Al-Fayed, proprietario dei magazzini Harrods) passano una serata all'hotel Ritz di Parigi. Salgono sulla loro Mercedes S280 guidata dal loro autista. Sembra siano seguiti da molti paparazzi pronti a fotografare il nuovo amore della principessa. L'auto prende velocità ed imbocca il tunnel dell'Alma di Parigi. Per cause ancora da accertare, si schianta contro il tredicesimo pilastro.
Nel fortissimo impatto, Dodi Al-Fayed e l'autista Henri Paul muoiono sul colpo; Trevor Rees-Jones, la guardia del corpo, è gravemente ferito ma sopravviverà. Lady D, liberata, è ancora viva, e dopo i primi soccorsi sul posto, l'ambulanza la trasporta all'ospedale Pitié-Salpêtrière, dove arriva alle 2 circa. Per le gravi lesioni interne, viene dichiarata morta due ore più tardi.

La conferenza stampa per l'annuncio ufficiale della morte di Lady D viene fatta alle 5.30 da un medico dell'ospedale, da Jean-Pierre Chevènement, dal Ministro dell'Interno e da Sir Michael Jay, ambasciatore del Regno Unito in Francia. Tutti i telegiornali sono letteralmente impazziti. Davanti a Buckingham Palace è un vero pellegrinaggio: tutti vogliono omaggiare la "regina di cuori" con fiori e bigliettini di affetto. Il funerale viene celebrato il 6 settembre 1997. Ad accompagnare la bara Carlo e i due figli che, come impone il protocollo reale, devono rimanere impassibili anche davanti ad un lutto che li segnerà per tutta la vita. Il pubblico presente al funerale è, invece, in lacrime e getta fiori sul feretro di Lady D. Anche il suo amico e cantante Elton John vuole omaggiare la principessa con la struggente "Candle in the wind".

Diana è tumulata ad Althorp in Northamptonshire su un'isola in mezzo al lago dal nome Round Oval. Dopo undici anni dalla sua morte, ancora non si è fatta luce sul caso. Le ipotesi più accreditate, comunque, restano due: l'autista Henri Paul era ubriaco e nella fretta di seminare i paparazzi ha causato l'incidente oppure i servizi segreti inglesi hanno organizzato tutto. Nella galleria, infatti, al momento dell'impatto sarebbe apparso un fortissimo bagliore bianco che avrebbe accecato l'autista e causato l'incidente oppure una macchina (una Fiat Uno bianca) avrebbe tagliato la strada alla Mercedes di Diana. Questa ipotesi spiegherebbe anche il ritardo dei soccorsi (l'ambulanza è arrivata dopo più di mezz'ora).
Il presunto movente è che Diana era incinta di un bambino di origini arabe che sarebbe diventato fratello dell'erede al trono (di recente è stata trovata una lettera scritta da Diana in cui teme che Carlo la voglia uccidere in qualche modo). Grande sostenitore di questa tesi è il padre di Dodi Al-Fayed, Mohamed Al-Fayed.

domenica 31 agosto 2008

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