Giro di NeraQuando (forse) morì Elvis the Pelvis a Memphis
di Enrica Papetti
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E' il 16 agosto 1977. Poco dopo la mezzanotte, Elvis torna a Graceland, la sua imponente tenuta a Memphis, dopo aver effettuato una visita dal dentista. Fino alle prime ore del mattino, rimane sveglio con la sua famiglia ed il suo staff, si rilassa e pensa al suo prossimo tour che dovrebbe partire da Portland. Verso le 7 del mattino si ritira nella sua stanza per riposarsi prima della partenza a sera inoltrata. In tarda mattinata, Elvis viene trovato, dalla sua compagna Ginger Alden, privo di sensi in bagno e, nonostante i soccorsi dei medici, muore a soli 42 anni per attacco cardiaco per "motivi indeterminati". Il medico personale George Nichopoulos dapprima nega che il Re abbia fatto uso eccessivo di vari medicinali ed interviene più volte in televisione a ribadire che la causa del decesso è solo e soltanto arresto cardiaco, ma tre mesi dopo il medico legale ammette che nel corpo di Elvis è stata trovata traccia di dieci tipi diversi di droghe. Scompare così Elvis Aaron Presley, il Re del Rock and Roll, celebrato a Memphis lo scorso anno per i trent'anni dalla sua morte. Inizia il pellegrinaggio di migliaia di fans che, da tutto il mondo, accorrono per dare l'ultimo saluto alla star mondiale. Ma perché questa morte è giunta così all'improvviso? Il decesso della star, però, sembra essere solo apparentemente inspiegabile. Tutti sanno che il fisico di Elvis non può reggere, senza aiuto, il ritmo dei concerti. Tutti intorno a lui fanno uso di pasticche per stare su, darci dentro, pasticche per andare a dormire. Proprio nell'anno della sua presunta morte, per Elvis i concerti sono diventati una vera e propria ossessione. Arriva a pesare fino a 120 chili e questa mole gli impedisce di muoversi agilmente sul palcoscenico. Inizia il suo viaggio all'interno del "mondo" degli psicofarmaci che assume fin dall'alba. Undici pillole (barbiturici, sedativi, oppioidi) che ingoia con un bicchiere d'acqua. Poi scopre la spalla e si fa iniezioni di sedativi. Tutta la sua giornata è scandita da pasticche per dimenticare la morte della madre e le sue spese pazze che lo stanno mandando in bancarotta. A distanza di tanti anni, però, è sempre più fitto il mistero che circonda la morte del famoso cantante, tanto che alcuni sostengono che Elvis non sia deceduto, ma che attualmente viva in Alaska o addirittura che trascorra la sua esistenza a Memphis nell'anonimato. Sono soprattutto i fans a non rassegnarsi alla morte del mito del rock, ma anche i giornali, ben presto, decidono di "cavalcare l'onda" di questa storia. Nel 1990 il tabloid Usa Weekly World News pubblica le foto di un presunto avvistamento della star proprio in prima pagina. Qualche anno prima, nel 1987, Gail Brewer-Giorgio scrive un libro, "Is Elvis Alive?" (Elvis è vivo?) nel quale la scrittrice invita i lettori a comporre un numero di telefono a pagamento per ascoltare la prova che forniva. Il chiamante, infatti, dopo aver ascoltato la prova, veniva istruito a comporre un altro numero (sempre a pagamento) per votare se credeva o meno che Elvis fosse vivo. Nello Yukon, in Canada, un uomo del posto afferma addirittura di essere la reincarnazione di Elvis a causa di un raggio che gli sarebbe stato lanciato da un ufo e si fa cambiare il nome da Gilbert Nelles in Elvis Presley. L'idea della non-morte della star mondiale contagia anche il mondo della televisione e del cinema. In un episodio di "Gli amici di papà", dopo aver litigato con la sua famiglia, Jesse si reca in un bar e lì uno sconosciuto che lui crede essere Elvis (vista la somiglianza del volto e della voce) gli dà dei saggi consigli. sabato 29 marzo 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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