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La saponificatrice di Correggio

di Enrica Papetti

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La saponificatrice di Correggio

Vi ricordate Profumo, la storia di Jean-Baptiste Grenouille che, ossessionato dal mondo degli odori, uccideva per rubare alle sue vittime l'essenza? C'è chi nella realtà, però, ha fatto molto di peggio.
Oggi vorrei raccontarvi la storia di Leonarda Cianciulli, meglio nota come "la saponificatrice di Correggio". Ma vediamo nei particolari chi era questa donna. Leonarda nasce a Montella, un piccolo paese dell'Irpinia, il 14 novembre 1893. E' una "figlia della colpa" poiché è nata da uno stupro. La madre la detesta e, per questo, la bambina vive un'infanzia tremendamente infelice. Tenta più volte, con i mezzi più disparati come cocci di vetro e stecche dei busti, il suicidio, ma niente da fare: Leonarda rimane sempre in vita. Con il passare del tempo, la sua personalità sembra migliorare. Diventa estroversa e comunicativa, ma sempre un po' troppo strana per condurre una vita normale.

Nel 1914, all'età di 21 anni, Leonarda si sposa con Raffaele Pansardi, impiegato del catasto. La madre maledice, fin da subito, queste nozze. Questo per Leonarda è un duro colpo. La sua vita matrimoniale è segnata da innumerevoli disgrazie: il terremoto dell'Irpinia che li costringe ad emigrare a Correggio, il marito alcolizzato e ben 13 figli morti su 17 gravidanze. I quattro figli rimasti in vita diventano, per Leonarda, l'unico vero bene da difendere a tutti i costi. Quando Giuseppe, uno dei suoi figli, viene chiamato al fronte, durante la Seconda Guerra Mondiale, Leonarda cade in preda alla disperazione e decide di elaborare, nella sua mente malefica, un torbido disegno di morte: fare sacrifici umani in cambio della vita di Giuseppe. Nel suo paese, Leonarda è molto ben voluta e stimata, in particolare da tre amiche che se ne andrebbero volentieri da Correggio. Approfitta di questo desiderio delle tre e le attira in trappola.

Primo omicidio: Ermelinda Faustina Setti detta Rabitti. E' un'anziana di 70 anni semianalfabeta. Con la promessa di farle trovare un marito a Pola, Leonarda la invita a partire immediatamente. Ma il viaggio è destinato a non iniziare mai: la donna infatti viene uccisa da Leonarda con nove colpi di ascia, trascinata in uno stanzino e fatta a pezzi. Il suo sangue viene raccolto in un catino. I pezzi della povera donna vengono messi a bollire in una pentola insieme a della soda caustica per realizzare del sapone. Con il sangue raccolto, dopo averlo fatto coagulare ed averlo macinato insieme a latte, cioccolato e ad altri deliziosi ingredienti, Leonarda prepara buonissimi cioccolatini e pasticcini da servire alle signore che vanno frequentemente a trovarla.

Secondo omicidio: Francesca Soavi. E' un'insegnante d'asilo. Stessa trappola per farla partire da Correggio e stesso copione di morte. Dopo averla uccisa, colpendola numerose volte con una scure, Leonarda la deruba e, con il permesso della donna firmato quando ancora era in vita, vende i suoi averi e si tiene la somma guadagnata. Il corpo di Francesca arriva, dritto dritto, dentro il pentolone. Ne escono fuori saponette molto cremose da regalare ad amici e conoscenti.

Terzo omicidio: Virginia Cacioppo, 59 anni, ex cantante lirica. E' in cerca di una compagnia teatrale che la faccia lavorare. Leonarda è pronta, come per le altre due, a darle una mano, promettendole un buon posto di lavoro, invitandola a non farne, però, parola con nessuno. Virginia subisce la stessa sorte delle altre: bollita in un pentolone per ricavarne saponi e candele. La cantante, però, non ha mantenuto, prima di morire, la promessa fatta a Leonarda. Del suo viaggio, infatti, ha parlato a sua cognata Albertina Fanti, comunicandole tutti i dettagli. Ed è proprio lei, insieme alle amiche delle altre due scomparse, a dare l'allarme, scatenando un polverone.

Nel 1946, dopo aver trovato in casa della "saponificatrice di Correggio" i gioielli delle vittime e dopo aver ascoltato una sua confessione, si apre il processo a carico di Leonarda, la quale confessa tutto nei minimi dettagli, ribadendo che ciò che ha fatto è, per lei, un tributo di sangue che deve alla madre morta la quale, comparendole in sogno, l'aveva minacciata dicendole che, se non avesse versato sangue per lei, si sarebbe presa i suoi quattro figli. La Cianciulli viene, dunque, ritenuta colpevole di tre omicidi e condannata a trent'anni di carcere e a tre di reclusione in un manicomio.
Leonarda ne sconta solo 24: il 5 ottobre 1970 muore per apoplessia cerebrale. I suoi strumenti di morte sono conservati al Museo Criminologico di Roma.

giovedì 22 maggio 2008

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