Giro di Nera11 dicembre 2006: la Strage di Erba
di Enrica Papetti
stampa l'articolo - invia ad un amico
E' l'11 dicembre 2006. In via Diaz 25, a Erba, centro industriale della Brianza, vengono scoperti quattro cadaveri. Le vittime sono Raffaella Castagna, suo figlio Youssef Marzouk, sua madre Paola Galli Castagna e la vicina di casa Valeria Cherubini (il marito Mario Frigerio riuscirà miracolosamente a salvarsi). La macabra storia, ben presto, fa il giro del paese e non solo. Stiamo parlando dell'ormai tristemente famosa "strage di Erba". Ma andiamo con ordine e ricostruiamo l'accaduto. Subito dopo gli omicidi, vengono interrogate le persone più prossime alle vittime: i loro vicini di casa, Olindo Romano e Rosa Bazzi che si dicono dispiaciuti e increduli per l'accaduto e il marito di Raffaella Castagna, Azouz Marzouk. Inizialmente, proprio su di lui, ricadono i primi sospetti, ma l'8 gennaio 2007 Olindo e Rosa confessano, nel carcere di Bassone, gli efferati omicidi. La confessione di Rosa Bazzi è davvero impressionante. Alle 19.40, i due raggiungono la casa di Raffaella Castagna, suonano il campanello ed una volta aperta loro la porta, aggrediscono la donna. Olindo la colpisce al volto con un martelletto, mentre Rosa confessa di averle affondato nella carne ben dodici coltellate e di averla finita con un fendente alla gola. Paola Galli, la mamma di Raffaella, sente dei rumori e si precipita dalla figlia. Anche a lei tocca la stessa sorte: uccisa a coltellate. Valeria Cherubini e suo marito Mario Frigerio, accorsi avendo sentito le urla della donna, vengono raggiunti da diverse coltellate: Valeria muore in una pozza di sangue, Mario, invece, dopo giorni di coma, riuscirà a salvarsi. Ma c'è ancora il piccolo Youssef che, in salotto, continua a piangere. Durante la confessione, Rosa spiega di averlo preso per la testa e di averlo sgozzato. Una volta compiuto l'orribile massacro, i due coniugi decidono di dare fuoco alla casa per non lasciare traccia dei corpi e di terminare la serata mangiando qualcosa al McDonald's, il cui scontrino avrebbe dovuto fornire loro un alibi. Ma che cosa ha spinto la coppia ad agire con tanta ferocia? Un movente all'apparenza banale. Olindo e Rosa dichiarano che la famiglia Castagna è troppo rumorosa per le loro numerose liti. Poi però, nell'ottobre 2007, qualcosa improvvisamente cambia. Durante l'udienza preliminare, Olindo e Rosa decidono di fare marcia indietro, proclamandosi apertamente innocenti. Ma sono troppi gli indizi a carico della loro colpevolezza: le macchie di sangue di Mario Frigerio nell'auto dei due, la sua testimonianza nella quale aveva dichiarato di aver visto Olindo uccidere le tre donne ed i tracciati dei telefoni cellulari dai quali gli inquirenti risalgono alla presenza di Olindo e Rosa in via Diaz all'ora della strage. Il 29 gennaio 2008 inizia, finalmente, il processo (il pubblico può partecipare solo con un preciso tagliando): 40 posti in aula, 30 per i giornalisti, una sala stampa con annesso maxischermo. Rosa, vestita con un pullover bianco e Olindo, visibilmente dimagrito, sembrano, anche dietro le sbarre, due adolescenti innamorati: si scambiano occhiate e "pizzini" amorosi. Si susseguono le udienze e, dopo sette mesi di fermo, il 26 novembre 2008 è arrivata la sentenza dei giudici della Corte d'Assise di Como: i coniugi Romano sono stati condannati all'ergastolo e a tre anni di isolamento diurno. Olindo e Rosa continuano a professarsi innocenti e dispiaciuti per la famiglia Castagna e per i coniugi Frigerio, ma in aula tutti gridano "assassini". Dalle prime indiscrezioni che iniziano a circolare, i coniugi Romano sono sorvegliati a vista poiché il rischio di autolesionismo è molto elevato. Olindo avrebbe addirittura dichiarato che se i due venissero separati, l'unica soluzione possibile per mettere fine alle sofferenze sarebbe quella del suicidio. Ma la storia sembra non essere ancora finita. Quindici giorni dopo la sentenza, infatti, spunta un tunisino che si sarebbe recato a casa di Azouz Marzouk, dicendo ai suoi genitori che Olindo e Rosa non sono stati gli autori della strage di via Diaz. Ora i legali di Azouz stanno cercando di rintracciare l'uomo misterioso, ma soprattutto il suo "mandante". martedì 16 dicembre 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
|