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27 giugno 1980, ore 20.59: la strage di Ustica

di Enrica Papetti

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27 giugno 1980, ore 20.59: la strage di Ustica

Il 27 giugno 1980, sul cielo tra Ustica e Ponza, alle 20:59 l'aereo di linea I-TIGI Douglas DC-9, appartenente alla compagnia aerea Itavia, si squarcia in volo senza preavviso e scompare in mare. Nella strage di Ustica perdono la vita ben 81 persone, 77 passeggeri e 4 membri dell'equipaggio. Dopo quasi trent'anni, le cause di questo disastro aereo sono ancora poco chiare. Ma andiamo con ordine e raccontiamo come andarono le cose 28 anni fa. Alle 20:08 del 27 giugno il volo IH870 diretto da Bologna a Palermo decolla con due ore di ritardo e si svolge regolarmente nei tempi e sulla rotta previsti fino all'ultimo contatto radio tra velivolo e controllore procedurale di "Roma Controllo", che avviene alle 20:58. Pochissimi minuti dopo, precisamente alle 21:04, chiamato per l'autorizzazione di inizio discesa su Palermo, il volo IH870 non risponde. L'operatore di Roma richiama ma invano; lo fa chiamare, sempre senza ottenere risposta, anche dal volo KM153 dell'Air Malta, che segue la stessa rotta, dal centro radar militare di Marsala e dalla torre di controllo di Palermo. Passa senza notizie anche l'orario di arrivo a destinazione, previsto per le 21:13. L'aereo risulta disperso.

La stessa notte, numerosi elicotteri, aerei e navi partecipano alle ricerche del velivolo. Solo all'alba, viene rinvenuta, ad alcune decine di miglia a nord di Ustica, una chiazza oleosa e pochi istanti dopo vengono avvistati i primi rottami ed i primi cadaveri. Delle 81 persone, ne vengono recuperate solamente 38. Dalle autopsie si riscontra che i passeggeri hanno subito traumi dovuti ai ripetuti urti con la struttura dell'aereo in caduta. La scatola nera dell'aereo registra dati di volo regolari: il tranquillo dialogo del comandante Domenico Gatti con il copilota che si raccontano barzellette, ma improvvisamente il nastro si interrompe. Questi gli ultimi secondi: "Allora siamo a discorsi da fare... [...] Va bene i capelli sono bianchi... E' logico... Eh, lunedì intendevamo trovarci ben poche volte, se no... Sporca eh! Allora sentite questa... Gua...", troncando l'ultima parola.

Che cosa c'è, dunque, dietro questa strage? Tra le principali ipotesi dell'incidente, gli inquirenti iniziano ad indagare sull'abbattimento da parte di un missile, sulla collisione con un altro veicolo, su un possibile cedimento della struttura o addirittura sulla presenza, a bordo, di una bomba.
Nonostante le risorse impiegate dalla magistratura le vere cause della caduta dell'aereo restano incerte, così come le eventuali responsabilità. Per le indagini, si mobilitano anche il Ministero dei Trasporti e le procure di Palermo, Roma e Bologna. Nel 1982, l'indagine diviene di stretta competenza della magistratura, ma la ricerca delle cause, senza poter analizzare il relitto, risulta quanto mai vana. Nel 1987, quindi, dal ministro Giuliano Amato viene disposto il recupero dei resti del DC-9 da parte della ditta Ifremer. Le operazioni di ripescamento sono difficilissime, anche per la profondità in cui si trova l'aereo. Nonostante tutto, il velivolo viene quasi totalmente recuperato e resta a disposizione della magistratura fino al 5 giugno 2006 quando viene trasferito nel Museo della Memoria di Bologna. Nel 1989 la Commissione Stragi delibera di inserire tra le proprie competenze anche le indagini relative alla strage di Ustica. Gli inquirenti ipotizzano che la colpa del fallimento delle indagini sia dovuta ai continui depistaggi operati dall'Aeronautica Militare.

La ricerca di prove ed i processi si susseguono incessantemente. Fino a quando la Procura Generale di Roma propone il ricorso in cassazione chiedendo l'annullamento della sentenza della Corte d'Appello del 15 dicembre 2005 (con la quale venivano assolti i generali Bartolucci e Ferri dall'imputazione a loro ascritta perché "il fatto non sussiste") e come effetto dichiarare che "il fatto contestato non è più previsto dalla legge come reato". Le ipotesi, comunque, si moltiplicano, ma sta di fatto che le famiglie delle vittime devono sapere ancora la verità su questo incidente aereo. Proprio per questo, infatti, è nata l'Associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica i quali ritengono che accertarsi delle cause di questa strage deve diventare un impegno per la difesa della dignità nazionale.
Tra gli 81 morti, ci sono anche 13 bambini che hanno solo avuto la sfortuna, quella sera del 27 giugno, di essere, come tanti altri, su quell'aereo. Il 27 giugno 2007 viene aperto a Bologna il museo in ricordo della strage di Ustica, al cui interno è conservato l'aereo così come era stato ricostruito durante le indagini. Vi sono, inoltre, 81 lampade sospese sui resti dell'aereo e 81 specchi neri che coprono altrettanti altoparlanti i quali diffondono semplici pensieri.

venerdì 1 febbraio 2008

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