FreakAdolf Hitler: la vanità dell'onnipotenza
di Roberta Camporesi
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Adolf Hitler disegnava i propri sogni sulle sue tele, dopo che venne respinto all'Accademia di Belle Arti di Vienna era solo un orfano con in tasca la miseria. A chi doveva attribuire la colpa per la morte della sua amata madre? A chi quella della sua povertà? A chi quella del suo mancato successo? La rabbia distruttiva che caratterizzò la sua vita va colta come un'esplosione d'ira che lega il suo pensiero e i suoi sogni spezzati a una fortissima depressione e sostituisce una possibilità d'esistenza che Hitler non ha voluto riconoscere come propria perché negativa. Violenza e onnipotenza sono attributi della follia e il delirio creativo dell'artista si è trasformato nel conflitto insignificante di chi non vuole accettare una profonda frustrazione dovuta all'insuccesso. Continuerà a partorire idee che sono figlie dei suoi fantasmi interiori e dipendenti dal potere di una mente distorta, la rabbia della sua vita privata è la regia della sua vita pubblica. Hitler vuole dare luce alle proprie ombre per cercare un senso alla propria esistenza. Schiavo dei suoi incubi voleva tradurli in azione, la lotta per il potere non era altro che una lotta contro se stesso e contro la paura di non essere nessuno. Si è autodecretato migliore degli altri per non rivelare il velo lacerato delle sue illusioni e la sua tormentata realtà interiore. giovedì 20 novembre 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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