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Divieto di popcorn al cinema

di Elena Serrano

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Divieto di popcorn al cinema

Come guardare Beatiful senza il dolce dopo pranzo, come due chiacchiere senza una sigaretta, come il gossip tra amiche senza un caffè. Il cinema senza popcorn a me sembra impensabile. Eppure, in Inghilterra c'è chi vuole una legge per bandirlo, "sporca le sale e infastidisce i vicini", hanno detto. Troppo rumore per mangiarlo, troppo difficile da rimuovere quando finisce tra i sedili e sulla moquette. Un divieto assurdo che si va a sommare a mille altri che la mente umana ogni tanto sforna per infastidire i propri simili. "Il popcorn sta diventando un problema, in troppi lo odiano e ci hanno chiesto di metterlo al bando: ed è esattamente quello che faremo" ha detto Gabriel Swartland, portavoce della Picturehouse Cinema (18 multisale nel Regno Unito, 6 solo a Londra). Il popolo dei cinedipendenti insorgerà, capitanato da insospettabili estimatori del mais soffiato: il regista Ferzan Ozpetek che da bambino andava al cinema all'ora di pranzo e vi consumava un pasto intero, Madonna, che ammette di averne mangiato in grande quantità per combattere la pancetta post parto, e l'attore Samuel L. Jackson che sul consumo di popcorn ha elaborato perfino una teoria comportamentale: "nessuno può davvero fidarsi di chi si ostina a condirlo con lo zucchero", ha dichiarato recentemente.

Mi chiedo se questi igienisti del cinema abbiano mai, almeno una volta, avuto come vicino di poltrona il tipico "informatore folle". Trattasi di persona che puntualmente e a voce alta dispensa nozioni sullo stato civile dell'attore protagonista, commenti sul fondoschiena dell'attrice coprotagonista nonché rivelazioni sul finale del film. Per non parlare di quelli, gli "esperti", che non rinunciano a farci partecipi delle loro opinioni su ogni fotogramma. C'è poi anche chi, in genere donna e di mezza età, non riesce a tacere nel momento clou della trama, perché proprio non ricorda "chi è quello?" e innocentemente se ne esce con frasi tipo "ma quello non era morto?" o "non ho capito, mi spieghi che è successo?". Talune persone nuocciono ben più gravemente di qualche innocuo popcorn. Allora dovremmo vietare il cinema anche a loro? E poi, visti i profitti che i gestori ottengono grazie ai biglietti, sarà dura per loro rinunciare alla remunerativa vendita di popcorn. Scommettiamo allora che a fermare la crociata antipopcorn non saranno nostalgici ricordi ma gli interessi economici che girano intorno all'industria cinematografica?

lunedì 18 agosto 2008

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