MondiziarioManichini a luci rosse
di Elena Serrano
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Dura la vita dei manichini, soprattutto se si trovano in terra americana, se sono temporaneamente impossibilitati a svolgere il loro compito fondamentale (che è più o meno quello delle modelle: indossare abiti, facendo scomparire il corpo) e rimangono nudi in vetrina. Eh già... perché proprio a New York, "paese del sogno" dove tutto è possibile, terra della libertà, della rivoluzione del neoeletto Obama, in cui si può ottenere il porto d'armi con la stessa facilità con cui si ordina un caffè... l'esposizione di manichini nudi in vetrina è addirittura vietata per legge. Un caso curioso, ma non impossibile in un paese che, in nome del puritanesimo, censura ancora oggi qualsiasi esposizione di parti anatomiche intime. Esiste un senso comune che accetta a cuor leggero, oltre alla diffusione delle armi, programmi trash, cibo velenoso, cattivo gusto nella moda. Che fa della libertà di espressione e di parola una sua bandiera ma, allo stesso tempo, si mostra eccessivamente rigido quando si tratta di corpo e di tutte le sue manifestazioni e necessità. L'America è il paese che maggiormente sta subendo le conseguenze di un tracollo economico senza precedenti, dove avvengono le più assurde stragi in nome dell'intolleranza ed esistono i concorsi di bellezza per under 10 ("Little Miss Sunshine" docet); è anche il paese in cui, una ventina di anni fa, l'università statale rifiutò di esporre una replica del David di Michelangelo, a causa della sua nudità. Il paese dove ancora oggi i canali televisivi, prima di trasmettere le immagini della Venere di Tiziano, mandano l'avvertimento "Lo spettacolo è riservato ad un pubblico adulto". Se c'è bisogno di leggi del genere, c'è anche da pensare, erroneamente, che le strade di New York siano piene di maniaci sessuali, i cui impulsi si risvegliano alla vista di un innocente manichino, dimenticato nudo nella vetrina di un negozio. venerdì 6 febbraio 2009 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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