MondiziarioTra moglie e marito non mettere la "billboard"
di Elena Serrano
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Dedicato a generazioni di donne tradite. Sottomesse, ingannate, a volte colpevolizzate (e già... la donna tende sempre a scaricare su di sé le responsabilità di tutto quello che subisce). Donne, avete trovato la vostra eroina. Qualcuno racconta che nella città della Carrie di "Sex and the City" le donne si sono svegliate. E vendicate. La storia è delle più classiche: Emily è moglie e madre, affettuosa e dolce, ma in quella fascia di età che spaventa i coetanei maschi per la troppa somiglianza che la donna ha ormai con la loro madre. Steven è marito e padre, affettuoso e gentile, ma in quella fascia di età in cui gli uomini trovano troppa somiglianza tra la propria moglie e la propria madre. Quello che succede è fin troppo banale e scontato: Steven, avvocato di uno studio di New York simil-Ally McBeal, trova nella sua giovane segretaria Chintia un consolante diversivo alla serena ma noiosa quotidianità. Potrebbe avere l'età della sua figlia più adulta (altro cliché che dimostra come gli uomini siano completamente scontati e privi di fantasia). Ma Chintia è sempre in ufficio, in minigonna. Steven non è bello, né prestante. Ma è socio dello studio e ha quel fascino di uomo sicuro e dalla vita stabile (cliché che dimostra come le donne siano completamente scontate e prive di fantasia). Tutto fila tranquillo: casa, moglie, marito, figlio, figlia, cane, lavoro, televisione, Bush padre, weekend fuori, weekend di lavoro e... tradimento. Finché un giorno Emily comincia a sospettare, o meglio, decide di cominciare ad aprire gli occhi. E tutti quei segnali (profumo, rossetto, scuse più o meno probabili, gesti inconsueti) cominciano a comporre i pezzi di una storia. Verifica, ed essendo donna avvezza alle tecnologie, verifica usando i moderni mezzi di comunicazione. Steven è sotto la doccia, Emily prende il suo cellulare e ci trova una serie di messaggi più o meno espliciti e chiamate ad un numero che non conosce. Facile farsi un'idea, ma non basta. Mette a freno gli ormoni e aspetta di parlare con Steven che ovviamente nega (negare sempre fa parte del DNA maschile). Ma non si arrende, perché quando una donna decide di essere disperata vuole esserlo fino in fondo. Steven è in gamba, riesce a barcamenarsi tra Chintia e famiglia con scuse adeguate. Verosimile nei suoi gesti, tiene Emily a dovuta distanza e alla giovane amante non promette mai nulla. Ma Emily è ormai sveglia, sente nelle vene il tradimento. Trova altre prove, segue Steven, lo vede, con lei. E, da donna avvezza alle tecnologie, filma tutto col telefonino. Emily è distrutta. Ma la sua reazione è inaspettata: non urla, non lancia oggetti, non si comporta come una povera-vecchia-isterica-pazza (cosa che credo sia fonte di soddisfazione maschile). E progetta la sua vendetta. Questo il testo di un gigantesco manifesto affisso in Lower East Side, una delle zone più trafficate di New York. Un cartellone di denuncia e di avviso a tutte le donne e che rimarrà affisso lì, davanti allo studio simil-McBeal di Steven. Donne tradite, sottomesse, ingannate, a volte colpevolizzate, prendete spunto da questa storia che altro non è che l'escamotage pubblicitario usato dalla vera Emily per l'apertura del suo blog! mercoledì 23 aprile 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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