RottincalcoCaro Petrolio: il Metano ti darebbe una mano!
di Elena Serrano
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Lo so, la macchina l'ho dovuta scegliere tra una gamma di soli due modelli e non è quella dei miei sogni. So anche che per fare rifornimento non mi posso fermare al primo distributore sulla strada (il che mi fa arrivare spesso notevolmente in ritardo), sono consapevole di non poter trasportare nulla nel portabagagli e di avere un'autonomia di non più di 200 km, il che mi crea una sorta di senso di inadeguatezza e mi da un po' ansia. La mia auto a metano non è proprio l'icona fashion per eccellenza dei nostri giorni. Ma volete mettere... è stato il mio modo di fuggire al problema del caro-petrolio. Giornali e tv non fanno che parlarne: prezzo del pane alle stelle, zucchine come oro (ma perché, mi chiedo sempre, insistono tutti su questa verdura che per di più è fuori stagione), la famiglia media italiana è sul lastrico. Ogni talk show che si rispetti ha il suo esperto sui rincari delle bollette, il rappresentante dei consumatori pronto a scaldarsi e la valletta di turno che si mette (molto verosimilmente) nei panni della massaia di Voghera. Eppure il problema è vero, questa volta non si tratta di un tema strumentale all'attacco del politico di turno. Il problema urge per tutti. Solo il politico, appunto, ne è salvo. L'indagine giornalistica cerca di sezionare tutto il processo produttivo e di vendita del petrolio, per scovare e rendere trasparenti le fasi in cui avvengono i rincari. Il guaio è che davvero tutto dipende dal petrolio (arrivato ormai oltre 100 dollari al barile) poiché nessuno dei già citati politici ha pensato di trovare un metodo alternativo al trasporto su gomma e al di là di qualche spicciolo incentivo per altre possibili produzioni, nulla si è fatto. Nei famosi talk show e per le strade non si fa altro che indignarsi e lamentarsi ma il "caro petrolio" potrebbe e dovrebbe essere uno dei punti di partenza per ripensare le nostre scelte sull'energia. Si potrebbero stimolare reazioni ben diverse e meno emotive se si cercasse di diffondere, unitamente ad una maggiore coscienza ecologica, la consapevolezza che è anche conseguenza del "petrolio a buon prezzo" se il miglioramento di efficienza delle tecnologie già esistenti e lo sviluppo di nuovi progetti sulle fonti rinnovabili rimangono nel cassetto. Io, nel mio piccolo, un rimedio (anche se no-fashion) l'ho adottato. Della mia misera, brutta, scomoda auto a metano sono orgogliosa. Anche perché grazie a lei ho scoperto un nuovo mondo: una comunità fatta di ambientalisti-neoecologisti-risparmiatori, che organizzano raduni, diffondono Metannunci per sfatare leggende metropolitane sui rischi del metano, ti sono amici e solidali condividendo i problemi dell'avere un'auto di questo tipo. E ci puoi trovare lì, negli spogli e miseri distributori blu e verde-grigio, ben lontani dallo splendore plastificato di quelli di benzina, senza gadget o bollini da collezionare, a discutere di quanto poco attraenti ma quanto convenienti siano le nostre auto, confrontandone le capacità ("con la mia sono arrivato fino a Matera", "con un pieno ne faccio 800"...), a elogiare qualsiasi casa produttrice abbia fatto uscire un nuovo modello con impianto già inserito. E' un mondo autoreferenziale con uno stile un po' americano-salutista un po' vintage anni '70, chiuso ma orgoglioso, sempre pronto a scambiarsi informazioni sulle locazioni degli impianti. Sono conversazioni in codice incomprensibili al resto della pigra ma elegante umanità automunita. Parlo da persona che non è assolutamente un "treehugger", come si usa definire negli States chi s'incatena agli alberi per non farli abbattere. Sono solo una persona che nel suo piccolo cerca di aiutare: riciclo quello che posso, dove è possibile uso il trasporto pubblico, nella nuova casa farò istallare pannelli solari, docce brevi, e via dicendo. Insomma, sicuramente l'ambientalista "integralista" dirà che non faccio abbastanza, ma io ci penso e agisco di conseguenza. E assicuro che non mi pesa fare queste cose. giovedì 13 marzo 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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