RottincalcoLa festa della troia
di Valentina Carboni
stampa l'articolo - invia ad un amico
Ma sì. Un po' troie dentro lo siamo tutte. Così come gli uomini, quel fondo di misoginia difficilmente lo abbandonano. Perciò stasera ci ritroveremo comunque in tanti. Noi, donne, a fare le galline con gli occhi famelici e gli ormoni che sguazzano, a mangiare i passatelli al tartufo mentre lo streap man di turno, abbronzato, senza un pelo e con le sopracciglia perfette, sfila in perizoma facendo bella mostra del gluteo più sodo e tornito del nostro, e voi, tanti di voi maschietti, vi ritroverete esattamente in quei posti, che pullulano di ragazze e tardone viziose. E' come quando aprono i gabbioni: mandrie di femmine assetate di libertà. Ma il problema non è questo. Il problema forse è che la libertà sessuale è diventata il consumismo sessuale. Ma questa è un'altra storia. Il problema poi è anche che troppe donne non sanno ancora cosa cavolo sta dietro 'sta "fiera della donna". Non si pretende la storiografia completa sull'argomento: gli scioperi, le repressioni, le date assunte a simbolo, Chicago e l'incendio del 1908, la giornata di Copenaghen del 1910... Ma almeno, visto che in Italia commemoriamo l'evento dal 1946 e lo sputtaniamo da epoca più recente, almeno sapere che dietro ci sono dei fatti e delle motivazioni ben precisi. E invece quando chiedi: "Lo sa perché si festeggia l'8 marzo?" Ancora c'è chi risponde: "Perchè è giusto che anche le donne si divertano". Alla faccia. Se divertirsi vuol dire sbavare sotto lo pseudo uomo/fettina impanata che oramai da quanto è checca manco gli si rizza più, che balla provocante e muove l'anca meglio di te, allora... E comunque non sono questi i veri problemi. giovedì 8 marzo 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
|