RottincalcoCristina Del Basso e l'esercito delle donne-tetta
di Elena Serrano
stampa l'articolo - invia ad un amico
Oggi ha il nome di Cristina Del Basso, poca storia alle spalle e una scarsa personalità a cui appoggiarsi. Il seno grosso non è altro che moda senza fine, motivo di ancestrale piacere per l'uomo, indubbio marchio di femminilità. E' passato attraverso diverse tendenze: le maggiorate, in principio, erano le burrose e favolose dive anni '50, l'incarnazione della sensualità che, tra tanta sofficità, garantiva nell'età postbellica un rifugio sicuro per gli uomini. Poi, i corpi delle donne si sono assottigliati, le gambe affusolate, i centimetri di altezza sicuramente aumentati. Il femminismo ha puntato la luce su ben altre doti, sebbene sia continuata la ricerca di quella taglia in più per affrontare la vita davvero "di petto". Ed eccoci agli anni '80, almeno in Italia dominati dalle "Bluebell" di questo filone: Edwige Fenech, Lilli Carati, Nadia Cassini, Gloria Guida e Barbara Bouchet... i cui seni hanno "svezzato" gran parte dei trentenni di oggi. Neanche la moda delle silhouette asciutte delle veline ha cancellato questi abbondanti riferimenti del corpo femminile. E dove non arriva madre natura, inizia la mano del chirurgo. Via allora con ragazze dal busto anoressico, ma dalla sesta taglia di reggiseno, via con i corpi siliconati, squilibrati e innaturali alla vista e al tatto. Non importa se si appare goffe, ai limiti del ridicolo o se l'unico lavoro che si possa intraprendere conciate così è l'attrice muta in un film porno (o nella casa del "Grande Fratello"!). Quello che conta è gonfiare il più possibile. E qui sta la differenza tra maggiorate naturali e chirurgicamente arrivate: chi nasce dotata ha come minimo vissuto un'adolescenza pessima, trascorsa nei bagni della scuola a fasciarsi stretto il seno perché risultasse il meno appariscente possibile agli occhi di assatanati e ormonalmente più che agitati compagni di classe. Una maggiorata autentica ha sicuramente passato le ore di educazione fisica nascosta nello spogliatoio, pur di non far vedere i due grossi arnesi ballare al ritmo della corsa campestre. Chi maggiorata lo è di natura ha in qualche modo pagato questo dono con anni di imbarazzo e impacci, riuscendo veramente ad apprezzarlo solo più tardi in età adulta. Che ne sanno le belle dal silicone facile di tutto questo? Che ne è del loro "romanzo di formazione tettologico", per cui solo dopo tante sofferenze si arriva a gioire di ciò che si ha? Vista l'eleganza delle "superdotate" del passato, la trasgressione di quelle anni '80, la falsità di quelle di oggigiorno, propongo un nuovo modello per le "donne-grande-seno" del futuro... che le si porti così gonfiate nello spogliatoio misto di una palestra di scuola media! sabato 14 marzo 2009 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
|