RottincalcoMalasanità: "Cose che succedono!"
di Valentina Carboni
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Un dosaggio sbagliato di anticoagulante che poteva provocarle un'emorragia interna. In realtà, un errore di trascrizione proveniente dal laboratorio analisi dell'ospedale. La signora V. B. di Fano (PU) dal '97 soffre di insufficienza cardiaca; va in pensione e la giudicano invalida al 100%. Da 5 anni dispone di indennità di accompagnamento e nel 2003 subisce un aggravamento della situazione che la porta a respirare attraverso una canula. Per tutta la notte e per tre ore del pomeriggio è costretta a fare la ventilazione, altrimenti entra in coma. «Ogni 15 giorni - spiega la signora V. - un'infermiera viene a farmi il prelievo del sangue. Il prelievo mi serve per sapere le quantità di un farmaco che sono costretta a prendere tutti i giorni, il Coumadin. Ogni 15 giorni quindi, il dosaggio che assumo di questo farmaco varia a seconda degli esiti delle analisi. La settimana scorsa mia figlia, ritirando l'esito dell'esame, scopre un errore di trascrizione. Sul foglio che esce in stampa dal computer si riportava un valore in base al quale avrei dovuto assumere una dose quasi nulla di Coumadin. E questo era corretto. Sul mio libretto personale, dove vengono registrati tutti i prelievi, mi si riportava un valore diverso, in base al quale avrei dovuto assumere una compressa e mezzo di Coumadin. Era stato riportato a mano un valore sbagliato, non corrispondente al vero esito dell'esame del sangue. Se mia figlia non si fosse accorta dell'errore avrei continuato ad assumere il dosaggio sbagliato correndo il rischio di un'emorragia interna. Quando abbiamo chiesto spiegazioni in ospedale e perlomeno delle scuse, la risposta è stata: sono cose che succedono!». venerdì 11 maggio 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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