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Jovanotti, la "canción del verano" e l'amore copiato

di Elena Serrano

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Jovanotti, la "canción del verano" e l'amore copiato

Stavo per iscrivere Lorenzo Cherubini nella mia personalissima classifica dei migliori (uomini) del pianeta. Nella lista avrebbe fatto compagnia a Luca Argentero (per lo sguardo imperdibile), Hugh Grant (per il sorriso intrigante), Alessandro Baricco (per le capacità oratorie) e Pete Doherty (per il look). In questa classifica dei "per fortuna che esistono" stava entrando anche lui, Jovanotti, un ragazzo bello e soprattutto innamorato, devoto, sensibile, profondo e capace di far sentire la sua donna al centro del mondo. Credo infatti che chiunque, meglio se femmina e tendenzialmente romantica, sia rimasto affascinato dalle parole del suo brano "A te", forse il più famoso e ascoltato del suo ultimo album. E chiunque deve aver provato almeno un pizzico d'invidia per quella Francesca a cui la canzone è dedicata e che il bel Cherubini a settembre porterà all'altare. "Che parole", mi dicevo, "mai più semplice e significativa dichiarazione d'amore". E poi da chi? Non da uno sdolcinato Baglioni o da una lamentosa Laura Pausini, ma da Jovanotti. Il ragazzo di "ciao mamma, guarda come mi diverto" è cresciuto, si è innamorato al punto da non riuscire a trattenere i suoi sentimenti. Ok, forse questa è la versione romantica di un prodotto commercialmente vincente, ma lasciatemi sognare.

Parole appassionate accompagnate da una melodia semplice e dolce. E proprio qui si spezza il sogno: la notizia è che la canzone non è originale, sarebbe stata copiata da tale "A la primera persona" del madrileno Alejandro Sanz. E se in terra iberica Sanz aveva sfornato ben due anni fa la "canción del verano" (letteralmente: canzone dell'estate) ora il nostro tormentone estivo sta diventando causa di polemiche e discussioni più o meno serie sul confine tra imitazione e rielaborazione, tra il copiare e il farsi ispirare. E via con dichiarazioni del tipo "le note sono sette e la possibilità di combinazioni è limitata", i soliti servizi in tv che ripropongono i casi di plagio ormai entrati nella storia: Al Bano e Michael Jackson, Zucchero e gli Skunk Anansie, ma anche Battisti e Neil Young e, accostamento imbarazzante, Gigi D'Alessio e i Led Zeppelin. Si è disturbato anche il maestro Morricone per dichiarare che spesso "la musica orecchiabile è orecchiabile proprio perché assomiglia a qualcosa già scritto da altri".

Jovanotti ha tentato di difendersi dicendo di aver preso ispirazione da un giro armonico inventato da Bach e che, con tutta la stima per il collega spagnolo, non trova troppe somiglianze tra le due melodie. In realtà le similitudini esistono e a raffrontare i due brani (è possibile su YouTube) non è difficile trovare assonanze. Ma questo, per i milioni di innamorati che si sono ancora più innamorati con "A te", non è importante. Il reale significato della canzone sta nelle parole, fortissime e semplici, "scritte di getto", come ha affermato lo stesso Jovanotti. Quindi, per favore, che la si smetta di parlare di plagio, lasciateci sognare questo amore e questo uomo che l'amore ha cambiato. In fondo, è sempre meglio di Ligabue, che non fa che copiare se stesso.

martedì 5 agosto 2008

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