RottincalcoBritney Spears e l'esercito delle "smutandate"
di Elena Serrano
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Tanga, perizomi, brasiliane o semplici slip. In cotone, tagliate al laser (vi giuro, esistono, le ho provate), di nylon, di lycra, di tulle, seta o pizzo. Niente da fare, le mutande non sono più un capo cool, nonostante gli stilisti facciano di tutto per disegnarle più piccole e costose possibile. La biancheria è davvero out almeno per le vip, soprattutto se in crisi, in preda a sbalzi ormonali o semplicemente bisognose di rilanciare la propria immagine in mancanza di un nuovo fidanzato da sfoggiare o di un film in uscita di cui parlare. L'ultima beccata senza lingerie mentre disaccavallava le gambe uscendo da una limousine è la povera Britney Spears. Tra tutto quello che è successo a questa giovane star nella sua giovane vita (figli, divorzio, rapatura a zero, tatuaggi satanici, ricoveri in cliniche di disintossicazione, tentati suicidi) i fotografi si sono accaniti proprio su questa poco igienica abitudine. Eppure, tra tutti gli scandali che ha collezionato, questo pare forse il più innocuo. A Britney fa seguito una lista di star infinita: Sharon Stone (forse memore della più celebre scena del suo più celebre film), Heidi Klum, che si è presentata nuda al party di Victoria's Secret (casa di moda che tra l'altro vende intimo), e una più modesta Loredana Lecciso che ha mostrato le sue "dis-grazie" in un tentativo ballerreccio nella trasmissione regina di ogni trash domenicale. Ma la leader indiscussa di questo trend non poteva che essere Paris Hilton, impegnatissima nella campagna "senza è meglio". La moda dilaga ora anche tra le comuni mortali: c'è persino un forum che raccoglie testimonianze delle adepte alla setta pro-nudità. E le giustificazioni apportate alla scelta sono le più disparate: l'abito troppo stretch che non permette cuciture, la sensazione di fresca libertà che si può assaporare (quasi lo slogan di un assorbente), il fascino del pericolo e la maliziosa volontà di essere scoperte. E pensare che fino a ieri critici e difensori del buon costume venivano allarmati dalla cattiva usanza dei teenager di mostrare proprio la biancheria intima. Pance femminili scoperte avevano turbato i più conservatori mentre la moda dilagava anche tra gli uomini che sfoggiavano su tutta la circonferenza del maxi elastico del boxer ben in vista le famosissime aquile griffate Armani. Critici benpensanti e controllori della pubblica pudicizia non preoccupatevi: ora il must non è mostrare la biancheria ma eliminarla. Il pensiero va allora a Silvana Mangano, straordinariamente sexy in "Riso amaro" con i suoi castissimi mutandoni-pantalone, e a Marilyn Monroe, a cui uno sbuffo d'aria che esce dalle feritoie della metropolitana solleva la gonna e lascia intravedere l'invedibile. Donne più o meno vip, ci stiamo forse davvero dimenticando i principi base della femminilità: nascondere è la prima regola di seduzione. venerdì 4 luglio 2008 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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