L'alieno e il bastardo48: Einstein che parla!
di Claudia Ceccarini
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Nel mio pianeta la morte era solo una temporanea perdita di consistenza dello spirito. I corpi erano involucri che, se rotti e non riparabili, venivano gettati sottoterra. Uno spirito senza corpo è libero di cazzeggiare e apparire, sotto forma di ologramma, a chi lo evoca. E' successo, una volta, che un Premio Nobel... Salotto in casa di Claudia Ceccarini, bizzarramente addobbato. In fondo grande finestra con una tenda leggera, verde. Nella parete di sinistra scaffali di libri ed un impianto stereo spento. Al centro un tavolino rettangolare di legno pregiato su cui poggiano varie pile di libri. Non ci sono orologi. Al levarsi della tela, Claudia ed Eleonora, in abiti informali, sono sedute a tavolino una dinnanzi all'altra, assorte nella lettura di alcuni volumi. CLAUDIA (con aria soddisfatta) - "Ricordo che da bambino avevo piena fiducia che avrei potuto farmi intendere da chiunque. Una ingenuità, che naturalmente mi costò amarissime delusioni. Ma di qui trassi lo stimolo ad affinare le mie facoltà espressive, e anche il bisogno di studiare gli altri per rendermi conto di coloro con cui avrei avuto a che fare: fermo sempre nella fede incrollabile di poter comunicare quando che sia tutto a tutti. E per questo posso dire di aver lavorato da allora. Piccino, mi tornava difficile persino con mia madre; e con mio padre mi appariva impossibile non già mentre mi ci preparavo, ma all'atto della prova, che il più delle volte finiva miseramente. Molto debbo a lui, come artista, per le angosce spasimose di quei momenti". E' una delle rarissime pagine autobiografiche lasciate da Pirandello... Come sono belle! Riabbassano lo sguardo sui libri. ELEONORA - Sarei curiosa di vedere Questa sera si recita a soggetto rappresentato a teatro. E' strano pensare che non esiste più suddivisione tra attori e spettatori; non esiste più pubblico... Tutti recitano una parte... CLAUDIA (intensa) - Siamo tutti maschere! ELEONORA - Pirandello chiarisce che ognuno di noi si presenta allo sguardo degli altri attraverso un'apparenza esterna che non corrisponde alla sua reale natura e da cui è difficile, se non impossibile, liberarsi: le persone sopraffatte dalle maschere diventano inafferrabili... CLAUDIA (accendendo una sigaretta) - E' proprio nei testi del "Metateatro" che spiega il rapporto persona-personaggio; il teatro pirandelliano non è un teatro di idee, è un teatro sul personaggio la cui nascita è improvvisa e necessaria. ELEONORA - Improvvisa perché, conclusa la fase ideativa, nella mente del poeta prende vita naturalmente, e una volta conclusa l'elaborazione si forma quel personaggio necessario allo statuto del dramma: ora è creatura viva e quindi cattura totalmente l'attore. O abbiamo l'impossibilità della rappresentazione. CLAUDIA (solleva il testo e legge) - "L'unica sarebbe se l'opera potesse rappresentarsi da sé, non più con gli attori, ma con i suoi stessi personaggi che, per prodigio, assumessero corpo e voce... Un'opera d'arte è fissata per sempre in una forma immutabile che rappresenta la liberazione del poeta dal suo travaglio creativo, la perfetta quiete raggiunta dopo tutte le agitazioni di questo travaglio". Appare dal fondo, scompigliandosi i lunghi capelli bianchi, un uomo: è Albert Einstein. ALBERT (sorridendo) - Se posso permettermi una constatazione, questa ultima frase detta sembra ricalcare il secondo principio della termodinamica... ELEONORA (gesticolando) - E' vero! Il secondo principio della termodinamica enuncia che, in un sistema isolato, forze contrapposte tendono ad uno stato di equilibrio, ma ad ogni trasformazione corrisponde una perdita dell'energia totale del sistema. CLAUDIA (aggrottando le sopracciglia) - Dunque, diminuendo l'energia, diminuiscono anche le altre azioni possibili, giungendo infine ad una situazione di ordine perfetto ed immutabile. In antitesi all'ordine è invece il caos, lo stato in cui tutte le azioni sono possibili e dunque la fase di creazione. ALBERT (soddisfatto) - Giusto! ELEONORA - Il travaglio creativo dell'artista è il caos, mentre la quiete dell'opera compiuta è l'ordine. CLAUDIA - Pirandello è nato in campagna vicino ad un intricato bosco denominato Cavuso... Corruzione dialettale dell'antico vocabolo greco caos. Albert, così come è arrivato, se ne va. CLAUDIA (accende una sigaretta) - Non è senza significato che la commedia sia datata in una Berlino che è il vivaio di una letteratura e di un teatro in crisi e di protesta, denso di esperienze avanguardistiche e sperimentali delle quali non manca più di un riverbero in questa commedia. ELEONORA - In questo periodo in Germania trova la sua area di sviluppo l'Espressionismo, che è caratterizzato da un rifiuto delle forme di comunicazione borghese, da una tensione aggressiva e violenta, da una ricerca di espressione di desideri, aspirazioni, malesseri. Questo insieme di atteggiamenti viene espresso con toni violenti, acremente grotteschi, con un'amara voluttà di deformazione e di dissacrazione, con un'arte giocata su feroci contrapposizioni. CLAUDIA - Pare che Inkfuss sia una figura di un'opera di Munch o di Ensor. Anche lui è un personaggio deformato dall'angustia e dall'afa della vita. Infatti l'etimologia della parola Inkfuss è claudicante, zoppo. ELEONORA - E' anche un personaggio simile alle nostre figure della commedia dell'arte, quale potrebbe essere Pantalone. Pirandello simbolizza in lui il punto di sutura tra le sue radici siciliane e le sue influenze europee. L'Europa è sul versante di Inkfuss, cioè in quello di una cultura, sia pure con una componente demoniaca, dietro la quale è forse l'angoscia del presentimento di una catastrofe. CLAUDIA - Non a caso Pirandello scrive Questa sera in una Berlino sulla quale soffiano i mostri dell'orrore nazista! Silenzio. Claudia si alza e si dirige verso la finestra. CLAUDIA (con aria vacua) - Mi piacerebbe interpretare Mommina, vittima mite e dolorosa, il cui unico rifugio è nel ricordo che la strazia e la uccide. E' l'esempio eclatante di una condizione femminile chiusa nella sua antica solitudine... ELEONORA (con saccenza) - "Nel diuturno selvaggio di un mondo senza musica, sospeso ad un'infinita possibilità musicale", secondo l'acutissima definizione di Giacomo Debenedetti. CLAUDIA - Sospesa sul filo del sospetto di un'angoscia maritale disperata e ossessiva, crudele e sprezzante, che è anche angoscia collettiva e nevrosi di una società... Claudia sospira e torna a sedersi. Accende una sigaretta. CLAUDIA (con convinzione) - Giuro che questa è l'ultima sigaretta! (fissando la sigaretta) Penso che abbia un gusto più intenso quando è l'ultima... ELEONORA - Ma questa non è un'altra storia?!... Sfumano le luci e cala il sipario. giovedì 16 agosto 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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