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L'alieno e il bastardo

Fuga da un pianeta distrutto

di Stefano Montini

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Fuga da un pianeta distrutto

Sono sulla nuova astronave SF1. Sono l'unica persona a bordo. Sto facendo gli ultimi controlli prima che venga utilizzata. Porterà alcuni uomini, ibernati, lontano nello spazio inesplorato. La nostra conoscenza non avrà confini. Oggi il mio pianeta diventa il centro dell'universo.
Sono testimone dell'inizio di tutto.

Al pannello di controllo arriva una comunicazione. Rispondo. Nel monitor appare una persona che non conosco. Ha gli occhi cattivi e un sorriso orribile. Gli chiedo chi è. "Sono un soldato dell'esercito di Vega". Prima aspetta un attimo per guardare la paura sulla mia faccia. Poi prosegue: "Goditi lo spettacolo". La comunicazione cade.

Il mio pianeta si accende. Grandi esplosioni devastano i tre continenti. Chiudo gli occhi e conto fino a cento lasciando rallentare sangue e polmoni. Li riapro e vedo un pianeta già diverso. I grandi funghi delle bombe gli danno una forma instabile. Sembra che tutto il globo vibri. Davanti alla mia nave ne scopro una nemica. Sono costretto a scappare. Avvio i motori e sono subito lontano. La SF1 non può essere raggiunta da nessuno. Nello schermo vedo il mio pianeta rimpicciolirsi. Non c'è più niente ma ancora lo stanno bombardando.
Sono testimone della fine di tutto.

Decido di utilizzare la nave per trovare un pianeta vivibile. Attivo tutti gli elaboratori e mi faccio ibernare. Sono steso e chiudo gli occhi. Conto fino a un miliardo.

Apro gli occhi e vado ai monitor. Vedo un pianeta che non è il mio. E' il vostro. Ma è bello come lo era il mio. Atterro con la nave dove nessuno la può scoprire. Forse non la utilizzerò più. Salgo su una capsula e mi dirigo verso una città. Atterro sul tetto di un palazzo e scendo all'ultimo piano a piedi. Mi avvicino ad un uomo che sta guardando da una finestra. Mi dice "Goditi lo spettacolo". Si volta e lo vedo in faccia. Un altro uomo con gli occhi cattivi ed un sorriso orribile. In mano ha un congegno che usa. Vedo i grattacieli della città cadere su loro stessi uno dopo l'altro.

Quando giro lo sguardo l'uomo non c'è più. E' dentro l'ascensore. Gli riesco a chiedere: "Chi sei?". "Sono un bastardo". Le porte si chiudono. Comincio a scendere usando le scale. A metà dei piani mi pento di non avere preso la capsula per inseguirlo. Già un errore sul nuovo pianeta.
Giuro che non sbaglierò più.

Arrivo sulla strada e vedo la gente. Alcune persone corrono, altre sono immobili. Hanno gli occhi buoni come le persone del mio pianeta. Il bastardo non c'è. Un poliziotto mi si avvicina e mi chiede se ho bisogno di aiuto. No. Siete tutti voi ad avere bisogno di aiuto. Vi aiuterò io.
Giuro che non sbaglierò più.

lunedì 28 agosto 2006

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