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L'alieno e il bastardo

Confessioni di una mangiatrice di sogni

di Eleonora Massa

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Confessioni di una mangiatrice di sogni

Niente sfugge alla ciclicità della natura; come la primavera dopo l'inverno, il mio pianeta dopo la fine è stato di nuovo principio. Di strade infinite, tra le infinite dell'universo.
Ma i percorsi che hanno lo stesso punto di partenza, spesso si riuniscono per una fine comune e prima si incrociano più e più volte. Oggi è una di quelle volte.
Un'altra superstite del mio pianeta estinto. Io non ho più una famiglia; lei, invece, è figlia e madre dei propri sogni.

L'incanto, lo stupore, l'infanzia...

Avete mai giocato con piccoli insetti o lucertole?
Quando ho visto Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera mi sono rivista bambina sullo schermo.

Credo di avere sempre voluto recitare.
A costo di sembrare presuntuosa e ridicola dirò che sono nata per farlo.
Se un giorno o l'altro avrete l'occasione di vedermi recitare giudicherete, ma sappiate che qualunque consiglio o critica, al di là di temporanee e fisiologiche crisi, del resto ben presto superate, non riuscirà a farmi smettere.
Io vivo per recitare.
Cito Savinio:
"Chi l'ha detto che il teatro rispecchia la vita?
L'assurdità di una simile affermazione non ha bisogno di essere dimostrata.
Il teatro nasconde la vita, la fa dimenticare.
E' il premio serale che l'uomo dà alla sua fatica diurna.
Il teatro mostra all'uomo ciò che l'uomo desidera e la vita non gli dà.
Il teatro è un sogno. Un desiderio attuato diversamente che nella realtà".

Io non posso smettere.
Ci ho anche provato ma proprio non ci riesco.
Ci hanno provato anche gli altri, soprattutto gli altri.
Essere attori significa essere sottoposti continuamente a giudizi di casting director, registi, scenografi, aiuto registi, aiuto degli aiuto registi, direttori di scena, costumisti, sceneggiatori, segretarie di edizione... (la lista potrebbe continuare all'infinito).
Ma se il teatro è un sogno, nessuno potrà togliermi la capacità di sognare.
E non solo il teatro; il cinema, l'arte, la musica sono i miei sogni.

L'attore è vulnerabile.
Un essere vulnerabile che si trasforma in un animale di fronte alla videocamera o al pubblico.
C'è veramente qualcosa di selvaggio nell'arte dell'attore.
Non sto parlando di bestialità ma di capacità di rendersi invisibili, di rendere invisibile il continuare a cercare e lavorare nel momento in cui bisogna eseguire.
Non pretendo che capiate il mio delirio notturno.

Cosa c'è dietro la voglia di affrontare un mestiere difficile come l'attore e farne una passione?
Recitare vuol dire farsi vedere, per vedere e andare oltre.
Farsi vedere conta, oh!, se conta.
Chicca, grande attrice milanese, dice che per recitare ci vuole la **** - mi autocensuro, perché mi hanno detto di essere poetica.
E qui lo so che mi contraddico. Ma come, e il rendersi invisibili?
Non esiste categoria più contraddittoria degli attori.

L'attore è lo scandalo e il candore, il sangue e la merda, l'incantare e l'incarnare - tra cui c'è una sola lettera di differenza.
Parla, l'attore, e parlando fa parlare attraverso questa bocca mortale delle parole che, invece, non moriranno. Eternità della saliva.

L'incanto, lo stupore, l'infanzia...

mercoledì 8 agosto 2007

Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere.

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