L'alieno e il bastardoTanto non mi capisce nessuno!
di Luca Alessandroni
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Ci sono scaffali con libri, riproduzioni di dipinti espressionisti alla parete, mobilio arredato con oggettistica trash ed un pianoforte scordato coi tasti giallognoli che schiacciati emettono un suono stridulo. Ha un block-notes aperto sulle ginocchia su cui traccia, con le lunghe unghia delle mani, cerchi; ha i capelli ricci e brizzolati; la montatura dell'occhiale, che tiene legato ad un cordoncino sul petto, è viola. Parla con un tono di voce molto enfatico, accompagnato da movimenti delle braccia e delle mani molto ampi; ha un'espressione tra il mistico e l'ascetico. La donna sfila da dietro l'orecchio una canna rollata e la porta in bocca. Poi fa per cercare con le mani l'accendino nelle tasche dei pantaloni. Durante quest'operazione si blocca bruscamente; i lineamenti del viso diventano rigidi. Allora toglie la canna dalla bocca e ci comincia a giocherellare nervosamente con le mani. La prima mattina di un afoso lunedì estivo: l'aula è semi-vuota. Nei banchi davanti, disposti ad anfiteatro, i secchioni "in camicia e pantaloni lunghi", sudatissimi, stanno attenti e prendono appunti. Dietro, sparsi, gli sfigati della "sessione di recupero" boccheggiano distratti in canottiera. L'unica studentessa presente, seduta in fondo all'aula, legge. Dietro la cattedra, in piedi, un omino gobbo sui settanta, pochi capelli bianchi in testa, volto segnato da profonde occhiaie nere. Vestito con giacca a scacchi marrone e beige, camicia azzurra, papillon e pantaloni beige. Una luce esterna che simula quella del sole entra nella stanza dalla finestra socchiusa. Dorme, respirando pesante. Ha il lenzuolo che gli passa tra le gambe: lo copre solo parzialmente. Si sveglia, infastidito dalla luce, come da una pesantissima sbornia: mastica, sbava, borbotta e si tocca dappertutto per riacquistare la percezione del proprio corpo. Il sole è alto e splende in un cielo primaverile terso. I colori sono tutti intensi e luminosi. In sottofondo il garrire incessante di rondini. Il paesaggio è idilliaco. Sull'uscio di casa spalancato, la bimba è nuda e bagnata. Guarda impassibile la madre che viene portata via, legata ad una barella, da due infermieri. Dentro casa i segni di una lotta: oggetti rotti e ribaltati. sabato 2 giugno 2007 Ogni autore è pienamente responsabile del contenuto delle sue opere. |
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