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L'alieno e il bastardo

La storia della psicologa col muffin

di Luca Alessandroni

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La storia della psicologa col muffin

Ci sono scaffali pieni di libri alle pareti, il mobilio è scarso, la luce filtra attraverso i piccoli pertugi del muro portante. La psicologa soffre di attacchi d'asma e, per questo, cerca di schiacciare con le dita le piccole formiche nere che entrano da fuori. Lo fa fumando una sigaretta; è questo il paradosso! La donna porta un paio di occhiali e mangia dei muffin appena sfornati. C'è chi fuma per vizio, chi per abitudine; lei fuma solo per stare calma.

Il paziente, che si sdraia sul lettino, è vestito elegante. Sente odore di chiuso e, perciò, chiede se è possibile aerare la stanza. La donna lo redarguisce, facendogli notare che non ci sono finestre. Entrato dal pertugio più grande, un bambino striscia sotto il lettino. Balbetta qualcosa con un timbro vocale forzatamente alterato. La psicologa dice che rappresenta una regressione infantile patologica. Il paziente sembra non accorgersi di nulla.

Il bambino si trasforma in un'anziana rompiscatole che, con voce "dura" e gesti delle mani netti, rimprovera la figlia immaginaria. La psicologa si rannicchia impaurita; spegne la sigaretta nel muffin che diventa lei da bambina; caccia il paziente che finge di non accorgersi di nulla. Ora il più piccolo dei pertugi è diventato una finestra chiusa dall'esterno...

domenica 2 settembre 2007

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