La "stanza senza finestre" è stata concepita come un ponte di collegamento tra la realtà ed il sogno. Qui tutti gli elementi del reale si ricombinano in costruzioni metafisiche sempre diverse.
La stanza ha le pareti spoglie e rigorosamente tinteggiate di bianco. Dentro c'è una scrivania quadrata con sopra un portatile ed un telefono nero. Per terra tanti fogli bianchi disordinati con impressi disordinatamente caratteri neri. Intorno alla scrivania ci sono due sedie di legno, una poltrona rossa con le rotelle e uno sgabello circolare col sedile blu.
Un uomo vestito di violetto compare sulla poltrona. Dorme stravaccato russando rumorosamente con la testa che dondola.
Una donna in preda all'agonia piange in piedi sullo sgabello. Racconta la sua sofferenza in seguito alla scomparsa della figlia. E' vestita di giallo.
Un detective passeggia per la stanza ascoltando la donna con trasporto. Indossa una divisa elegante in modo impeccabile e porta al polso sinistro un orologio blu.
Steso per terra e con lo sguardo perso nel vuoto del soffitto bianco, un altro detective gioca con un criceto iperattivo che tiene in mano. Indossa la stessa divisa dell'altro ma in modo trasandato e porta all'indice della mano destra un anello d'osso rosso.
La donna con un filo di voce implora che le due sedie di legno vengano disintegrate. L'uomo si sveglia preoccupato di non aver chiuso la porta di casa...
martedì 14 agosto 2007
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